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COOPERATIVA TEATRO LABORATORIO via Balardini, 10 - 25129 Buffalora - Brescia tel. 030/2306512 - fax 030/2302857 |
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Dal
1979 la Compagnia, costituitasi come Cooperativa, inizia a lavorare a livello
professionistico, sviluppando vari linguaggi teatrali: burattini, marionette,
ombre, teatro mimico-gestuale, integrati con l'arte visiva e quella musicale.
Nel 1988 fonda, in collaborazione con la
Regione Lombardia, l'Amministrazione Provinciale di Brescia, la Comunità
Montana di Valle Sabbia e l'Amministrazione Comunale di Vobarno, il Centro Teatro
Ragazzi della Valle Sabbia che offre ai venticinque Comuni, compresi nel territorio,
progetti di animazione teatrale, corsi di aggiornamento per insegnanti, convegni
e mostre.
L'attività didattica costituisce
una voce fondamentale del lavoro che la Cooperativa svolge avvalendosi anche
di collaborazioni con altri professionisti della Provincia e non.
L'interculturalità, il dialogo tra
i vari linguaggi teatrali ed artistici, lo scambio e la ricerca sono i fondamenti
del percorso e della storia della Cooperativa.
Le iniziative rientrano nell'ambito di cinque
distinti settori di attività:

ARTE E SCIENZA
Condotto da Giuseppe Gambardella
e Loris Ramponi
Si tratta di un laboratorio che
prevede una serie di incontri con gli insegnanti ed altrettanti incontri
con i ragazzi. Lo scopo è quello di praticare e diffondere un modo
di "fare scienza" giocoso e caratterizzato da attività che sono
al tempo stesso scientifiche ed espressive.
PROGETTO INTERCULTURALE
Condotto da Abderrahim El Hadiri
- Alessandra Orlando G. - H. Olama Oyiè.
Progetto rivolto ad alunni
e insegnanti delle Scuole Elementari e Medie
Il progetto prevede l'approfondimento delle arti della narrazione, della musica e della danza di culture "altre", al fine di conoscere e sperimentare su di sé i vari linguaggi delle arti e delle culture.
PROGETTO AMBIENTE per alunni delle Scuole Materne e Elementari
L'ombra del proprio corpo - gesti, posture, l'Io (corpo) e l'alter ego (maschera) - come immagine emotiva ed espressiva interagisce e prende forma attraverso il linguaggio della danza. L'esperienza dell'ombra e della danza si uniscono in un momento spettacolare conclusivo.
TEATRO DEL CORPO E TEATRO
DEI PUPAZZI per alunni delle Scuole Elementari e Medie
Inferiori
Condotto da Irene
Beker e Tiziana Faglioni
Il progetto è articolato in modo da lavorare sulle tecniche di espressione di sé, globale, fantastica e corporea, parallelamente ad un lavoro di animazione dei pupazzi a partire dall'ideazione di una storia e di una sceneggiatura. L'obiettivo del percorso è l'integrazione tra l'espressione di sé attraverso il corpo ed attraverso l'animazione dell'oggetto.
CONOSCENDO IL CIELO -
L'AFFASCINANTE MONDO DELLE OMBRE per Scuole Medie Inferiori
Condotto da Loris
Ramponi e Cristina Frigerio
A partire dalla conoscenza dei fenomeni astronomici che fanno parte della nostra vita quotidiana si procederà all'approfondimento pratico della materia attraverso la costruzione di semplici strumenti e drammatizzazioni: nel contempo, attraverso la costruzione delle ombre si allestirà una sequenza animata dedicata agli argomenti di fisica e astronomia trattati.
INTERVENTO INTERDISCIPLINARE PER LE SCUOLE SUPERIORI
SPETTACOLO "ANIMA SOTTILE"
Con sculture di G.Goffi
e incontro con gli studenti
Abbiamo strutturato un
tipo di intervento che dia loro la possibilità di toccare con mano,
di rielaborare e di "sentire" quegli intrecci che si sviluppano e prendono
forma nella complessità dell'universo artistico.
STRUTTURA DELL'INTERVENTO
Condotto da Francesca
Roggero, Cinzia Marmifero e Gabriella Goffi
Il Laboratorio è iniziato con un "corso di aggiornamento" cui hanno
partecipato 27 insegnanti di tutte le aree disciplinari. I contenuti del corso
sono stati "aria e acqua" e "cielo e orientamento". La metodologia ha implicato
il coinvolgimento globale dei partecipanti, dal fare gli esperimenti, al piano
del linguaggio e della espressività. Quasi tutti gli esperimenti sono
stati realizzati con materiali economici e facilmente reperibili. Dei
materiali didattici a stampa hanno via via dato chiarezza e offerto spunti
di riflessione al percorso didattico svolto.
Al corso di aggiornamento hanno fatto seguito, sugli stessi temi, numerosi
incontri-laboratorio con alcune classi (in particolare le III delle scuole
di Manerba e S.Felice) e nuovi incontri con gli insegnanti
delle medesime classi (e aperti agli altri
insegnanti).
Per tutti (conduttori del Laboratorio, insegnanti e alunni) un'esperienza
giocosa e appassionante, ricca di spunti di riflessione e di possibilità
di sviluppo. In particolare è stata preziosa la collaborazione degli
insegnanti che hanno in vari modi favorito e valorizzato l'intervento esterno
presso le loro classi. Gli scritti e i disegni degli alunni, individuali
e collettivi, ne sono una meravigliosa conseguenza e arricchiscono il materiale
didattico dell'esperienza.
VIAGGIO NELL'ARIA E NELL'ACQUA
L'aria e l'acqua
sono materia e materiali che ben si prestano ad osservazioni ed esperienze
nell'ambito dei "fenomeni fisici e chimici". Ma l'aria e l'acqua sono anche
elementi primari dell'ambiente e di tutti gli organismi
viventi. Il nostro viaggio è cominciato con questa consapevolezza.
Ad occhi chiusi abbiamo associato l'aria al respiro, abbiamo provato gratitudine
per l'aria che ci nutre e che tanto, tanto tempo fa ha contribuito, insieme
all'acqua, alla terra e al fuoco, a far nascere la vita. Poi, quasi chiedendo
loro il permesso, abbiamo cominciato a giocare con l'aria e con l'acqua, ponendoci
delle domande su come le percepiamo, come sono fatte e come si comportano,
e cercando di rispondere a queste domande non solo in base alla nostra esperienza,
ma anche facendo degli esperimenti.
All'inizio i partecipanti al laboratorio hanno lavorato in piccoli gruppi
ad esperimenti diversi e poi ogni gruppo ha ripetuto l'esperimento per tutti.
Altre volte l'esperimento, sotto forma di un piccolo "gioco scientifico" da
realizzare, è stato lo stesso per tutti. Altre volte ancora il conduttore
ha svolto un esperimento come una dimostrazione, ma facendosi aiutare da volontari
ed incoraggiando in tutti i partecipanti l'attenta (anche silenziosa!) osservazione
e poi l'espressione delle proprie idee o spiegazioni. Ogni idea o spiegazione
è degna di rispetto perché ha una sua motivazione basata sull'esperienza
personale. Importante non è avere l'idea "giusta", ma saper modificare
le proprie idee in base alle nuove osservazioni, o sottoporle al vaglio di
un nuovo esperimento. E' anche importante sapersi interrogare ed elaborare
le domande senza avidità verso risposte immediate. Il viaggio ha fatto
nascere molte domande, ma ha anche avuto un suo itinerario concettuale che
è andato via via chiarendosi. Gli insegnanti, in particolare, hanno
fruito di strumenti e di elementi di metodo
che consentono loro di progettare e svolgere con le classi i propri viaggi,
potendo sempre contare sui consigli di qualche viaggiatore più esperto.
Un tubo di plexiglas, lungo un paio di metri, viene riempito d'acqua e poi capovolto in una bacinella piena d'acqua: perché l'acqua del tubo non scende? (Manerba, III) |
Una bottiglia è stata riscaldata e poi messa a testa in giù sopra un piatto con dentro un po' d'acqua: lentamente l'acqua sale nella bottiglia. Perché? (Manerba, III) |
Con cannucce, cartoncino, nastro adesivo e uno spillo abbiamo costruito il gioco "soffia e resta su". Ma perché, se soffio, resta su? (S.Felice, III) |
Ma come fa l'aria a spingere da tutte le parti? Abbiamo provato a farcene un'idea danzando, a ritmo di tamburo, come tante... molecole. (S.Felice, III) |
CIELO E ORIENTAMENTO
Questo secondo tema è in
qualche modo complementare al primo dal punto di vista del rapporto dell'individuo
con l'ambiente e "il mondo".
In un certo senso il cielo è un laboratorio naturale: l'alternarsi
del giorno e della notte, l'alternarsi delle stagioni, le fasi lunari, sono,
per esempio, fenomeni che fanno naturalmente parte della nostra
vita, sui quali possiamo anche interrogarci,
compiere delle osservazioni e cercare delle spiegazioni o, come anche si dice,
elaborare dei modelli.
I pochi incontri dedicati a questo tema (che però, per quanto riguarda
le classi, hanno coinvolto oltre alle III
anche la II
e la V
di Manerba e la IV
e la V
di S. Felice) hanno avuto proprio questo senso: esplorare la possibilità
di vivere il cielo come un laboratorio naturale.
Poiché i tempi dei fenomeni celesti sono solitamente lunghi e non dipendono
da noi è importante e necessario fare osservazioni in varie ore del
giorno e in vari giorni e mesi dell'anno. Le osservazioni fatte a scuola possono
pertanto utilmente integrarsi con quelle fatte a casa. Nei nostri incontri
abbiamo utilizzato anche un planetario gonfiabile, dove possiamo far durare
solo qualche minuto l'intero giorno o l'intera notte o vedere il tragitto
del sole in un giorno d'inverno e subito dopo vederlo in un giorno d'estate.
Quanto alle spiegazioni e ai modelli abbiamo utilizzato, oltre alle parole
e ai disegni, anche i nostri corpi. Rappresentando la terra con la nostra
propria testa e il sole con una lampadina accesa, abbiamo, per esempio, realizzato
un modello che spiega l'alternarsi del giorno e della notte.
L'osservazione del percorso del sole permette di individuare anche i 4 punti
cardinali che sono la base dell'orientamento. Di notte, per orientarci, possiamo
invece utilizzare la stella polare e nel planetario,
fra le altre cose, abbiamo imparato
a trovarla.
Da una finestra di casa disegniamo la posizione di una stella ad una certa ora e poi un'ora dopo. la posizione è cambiata. Come, perché? (S.Felice, III) |
Nel Planetario gonfiabile abbiamo visto un meraviglioso cielo finto, quello di giorno con il sole e quello di notte con le stelle e le costellazioni. (Manerba, III) |
Perché l'estate e l'inverno? In palestra abbiamo provato a tracciare il percorso del sole nel cielo nelle diverse stagioni. (Manerba, III) |
Abbiamo anche provato a fare con i nostri corpi l'ombra di un bastone mentre il sole fa il suo arco nel cielo. C'è un momento speciale in cui l'ombra è più corta. (S.Felice, III) |
PROGETTO
VALTENESI ARTE E SCIENZA
Anno scolastico 1999/ 2000
In questo secondo anno di attività
il Laboratorio ha avuto significativi sviluppi, specie sul piano del metodo
e dell'organizzazione, pur mantenendo la caratteristica di un "fare scienza"
giocoso e coinvolgente (per gli insegnanti come per gli allievi) e variamente
associato ad attività espressive (implicanti il linguaggio del corpo, i disegni
ed il linguaggio poetico).
Al corso di aggiornamento iniziale (settembre 1999), condotto dal prof. Gambardella
e dedicato a "la problematizzazione e l'ascolto nell'insegnamento-apprendimento
delle scienze", ha fatto seguito una attività con le classi condotta in proprio
da numerosi insegnanti durante l'intero anno scolastico. Questa attività è
stata progettata in accordo con le indicazioni di metodo e di contenuti del
corso di aggiornamento e si è avvalsa di numerosi momenti di verifica in incontri
programmati con gli altri insegnanti e con i conduttori del Laboratorio.
Questi ultimi hanno anche svolto (a partire da marzo) incontri-laboratorio
con le classi su richiesta degli insegnanti e con modalità e contenuti concordati
con gli insegnanti stessi.
Sviluppando il lavoro fatto durante il primo anno, i contenuti specifici del
Laboratorio sono stati principalmente aria e acqua, suoni, luce e cielo, mentre
il materiale didattico prodotto si è arricchito anche di strumenti di misura
e modelli di rappresentazione. Inoltre tutti i plessi del Circolo (ovvero
Manerba, Moniga, Polpenazze, Puegnago, S.Felice e Soiano) sono stati coinvolti
nelle attività del Laboratorio.
TEMPO E SPAZIO NEL CIELO
Anche quest'anno abbiamo esplorato
il cielo, per conoscerlo e per conoscerci, come sempre hanno fatto gli esseri
umani su questo nostro pianeta. Ci siamo rivolti in particolare al sole, che
ci dà luce e calore e ci tiene in vita, e regola (o forse crea?) il tempo
attraverso l'alternarsi del giorno e della notte e l'alternarsi delle stagioni.
Osservando il movimento del sole nel cielo siamo in grado di trovare
ogni giorno i tempi dell'alba, del tramonto e di "mezzogiorno". E se confrontiamo
i movimenti del sole nei vari giorni dell'anno siamo in grado di costruire
un calendario, perché questi movimenti sono ogni giorno diversi, ma si ripetono
puntualmente ogni anno. Così esiste un giorno in cui l'arco del sole nel cielo
è più corto di tutto l'anno (ed è chiamato solstizio d'inverno); un giorno
in cui l'arco è il più grande dell'anno (ed è chiamato solstizio d'estate);
e poi esistono due giorni (chiamati gli equinozi d'autunno e di primavera)
in cui l'arco del sole è intermedio, ed in questi giorni il sole sorge e tramonta
esattamente nei punti cardinali EST ed OVEST.
Abbiamo osservato e misurato movimenti e posizioni del sole servendoci del
disegno e di strumenti di misura da noi stessi costruiti (quadranti e balestre).
In particolare abbiamo disegnato (ed in questo caso si tratta davvero di un
lavoro collettivo) gli "orizzonti locali " su cui poi segnare le posizioni
del sole in varie ore del giorno e in vari giorni dell'anno.
Ci siamo ispirati per questo lavoro al libro "Con il cielo negli occhi", scritto
parecchi anni fa da un maestro, Franco Lorenzoni, che abbiamo scoperto praticava
(e pratica) un modo di fare scienza (e scuola) molto vicino al nostro. Anche
quest'anno abbiamo esteso le nostre osservazioni del cielo alla luna e alle
stelle. Dopo aver osservato le stelle a casa, gli alunni hanno potuto "osservarle"
(virtualmente, si direbbe oggi) anche a scuola, grazie alle esperienze (anch'esse
emozionanti) fatte con un planetario mobile.
ARIA, ACQUA, ONDE, SUONI
Il "viaggio nell'aria e nell'acqua"
iniziato lo scorso anno è proseguito e ha trovato nuovi contenuti oltre che
nuovi protagonisti (fra gli insegnanti e gli alunni). Nella relazione con
questi due elementi (l'aria e l'acqua) lo spirito (o il metodo) è stato ancora
quello di praticare la modalità scientifica accanto alla modalità artistica
ed espressiva. È così che il tentativo di spiegarci "come è fatto e come funziona
il mondo" può essere vissuto in armonia e complementarietà con il "sentirci
parte del mondo". In questa luce è stata preziosa la collaborazione fra insegnanti
di aree disciplinari diverse (così come è avvenuto per il "viaggio nel cielo").
L'attività sul mondo dei suoni è
iniziata come un naturale sviluppo del lavoro sull'aria, a partire dalla curiosità,
emersa in una classe, sulla relazione fra aria e suoni (e dallo stupore che
sulla luna non ci siano suoni). I suoni si trasmettono come onde. Onde sono
anche quelle dell'acqua (mare, lago, fiume, canale) e quelle della luce. Cosa
hanno in comune tutte queste onde? E come possiamo rappresentare un'onda?
Il suono è anche energia. Se facciamo vibrare un oggetto (o l'aria dentro
un oggetto) possiamo sentire il suo suono (possiamo dire anche la sua voce).
Suono è dunque vibrazione. Ma anche risonanza. È iniziato un lavoro di ascolto
e produzione di suoni. Con degli strumenti percussivi (anche la voce e le
mani possono esserlo) possiamo produrre un insieme armonico di suoni, in modo
libero o in modo ritmato.
IL LINGUAGGIO SCIENTIFICO E GLI ALTRI LINGUAGGI
Il fatto che il nostro Laboratorio
sia di "attività scientifica ed espressiva" necessariamente implica la compresenza
di più linguaggi. Abbiamo di fatto usato più linguaggi sia nel "viaggio nell'aria
e nell'acqua", che in quello "nel cielo". Mentre gli alunni vengono semplicemente
incoraggiati (dagli insegnanti) ad utilizzare più linguaggi (per esempio le
parole in forma di pensiero logico oppure in forma poetica), gli insegnanti
si trovano invece impegnati anche in un lavoro di riflessione e di consapevolezza.
Una prima importante distinzione è quella tra il linguaggio verbale del vivere
quotidiano e il linguaggio verbale scientifico. La differenza emerge già quando
confrontiamo le libere associazioni di parole o frasi, per esempio sull'argomento
aria, con le parole e frasi che usiamo per descrivere un esperimento sull'aria
o per descrivere le proprietà (dell'aria) che ne deduciamo: il linguaggio
della vita quotidiana ci appare più ricco e pieno di ambiguità rispetto a
quello "scientifico" che invece risulta povero e tendenzialmente non ambiguo.
Questa differenza merita di essere analizzata per comprendere a che cosa è
funzionale.
Un discorso analogo può essere fatto
rispetto al linguaggio grafico e dei disegni, confrontando ciò che una persona
produce quando "liberamente crea" e quando opera con una finalità scientifica.
E ancora il confronto si può fare rispetto ad altri linguaggi, come per esempio
quello del corpo in movimento.
Ma l'indagine sui linguaggi può essere fatta anche da un altro punto di vista,
riconoscendo cioè che ogni dimensione conoscitiva (quella scientifica come
quella artistica per esempio) può avvalersi di più linguaggi, e che ogni persona
(ogni alunno) può avere in questo senso un linguaggio privilegiato.
In diverse scuole gli alunni hanno costruito "orizzonti locali". Questo è di Soiano dove una sua versione "a parete" è stata arricchita con gli archi del sole in alcune giornate dell'anno. Alcuni insegnanti hanno costruito (e utilizzato insieme agli alunni) strumenti per misurare l'altezza del sole nel cielo. Qui siamo a Moniga, all'aperto in una giornata invernale. La Terra è sempre per metà al sole e per metà al buio. Ecco come una alunna della classe terza di Polpenazze ha disegnato l'esperimento (di simulazione) del sole che illumina la terra e dell'alternarsi del giorno e della notte. In modo simile (cioè una lampadina e delle palline) si possono rappresentare la fasi della luna. La classe quarta di S.Felice prova in palestra l'uso delle "balestre astronomiche" per misurare la distanza angolare fra due corpi (celesti o "terrestri") nello spazio intorno a noi. Con una "maniglia a ventose" un alunno di seconda di Puegnago riesce a sollevare il proprio banco. Cosa è che tiene così "appiccicata" al banco la gomma delle ventose?. Ogni alunno della classe quinta di Manerba ha costruito un proprio strumento sonoro in un lavoro dedicato all'ascolto e alla produzione dei suoni. Per costruire insieme dei ritmi sono state usate anche le mani e la voce. Una poesia (con disegno) di una alunna della classe terza di Polpenazze nell'ambito delle "attività linguistiche ed espressive" dedicate all'aria. Gli insegnanti in palestra provano a simulare un'"onda" con un movimento ritmato delle braccia che ognuno avvia con un ritardo fisso rispetto al vicino. Un'onda trasmette energia senza che vi sia trasporto di materia. Allegato al n. 23/2000 del periodico "Il Sagittario" edito dal Centro Studi e Ricerche Serafino Zani.
Riferimenti :

La Cooperativa Teatro Laboratorio ha fatto in questi ultimi anni una scelta artistica e pedagogica che caratterizza tutte le produzioni e cioè quella di avere per ogni rappresentazione, oltre allo spettacolo, una parte di animazione per gli alunni. Questo perché riteniamo che attraverso il teatro, oltre alla fruizione che permette a bambini e ragazzi di approcciarsi ad alcune tamatiche, si possa educare e trasmettere conoscenza; inoltre per rendere esplicite nell'incontro di animazione le tecniche per realizzare quella che é la "magia del teatro".
JELLABA KEFTAN
L'aeroporto intercontinentale
di una grande città europea è il fiore all'occhiello di una
moderna società protesa verso il terzo millennio.Io sono quell'altro
Che ha attraversato un
paese
Su una passerella sospesa
Tra due sogni
Ben Jelloun
Attori: Abderrahim
El Hadiri, Alessandra Orlando Ghezzi
Regia e testo: Roberto
Corona
Fascia d'età:
Medie inferiori e superiori
Durata: 1 ora
Genere: Teatro d'attore
con oggetti
Produzione: Cooperativa
Teatro Laboratorio
NIGUN
La Danzatrice Smemorata
Animazione/SpettacoloNigun in ebraico significa l'energia creatrice sottesa ad ogni opera artistica.
Nigun è la storia
di un percorso dentro la memoria di una danzatrice che si è persa
e non si ricorda più chi è. Lentamente, attraverso i suoni,
le danze le musiche evocate emerge il ritratto di una ragazza, figlia di
una famiglia di saltimbanchi di strada, di una non precisata etnia, che
racchiude e simboleggia dentro di sè le culture "altre" musicali
e spettacolari.
Dal flamenco dell'Andalusia,
musicisti del Nilo, la danza del bastone ai ritmi scatenati delle musiche
Klezmer, legati da un sottile filo invisibile dentro la storia di Nigun
(questo è il nome della protagonista).
Uno spettacolo che è
anche una sfida, proporre attraverso il linguaggio del corpo, anche ai
più piccoli inediti itinerari musicali, coreutici.
Un linguaggio che parla
di diversità, nomadismo, emarginazioni, altri stili e modelli di
vita; il tutto in un clima di gioia e festa con una drammaturgia nata e
sostenuta dalla danza.
Heina
e il Ghul
produzione anno 92/93
Spettacolo in lingua araba
scuola elementare e media inferiore
teatro d'attore e d'oggetti
La storia di Heina e il Ghul offre il pretesto per un full immersion nel mondo arabo tra lingua, cultura e tradizioni culinarie. E' una fiaba marocchina "raccontata" in lingua araba dal cuoco dello sceicco Abdelhamid che fa preparare un sontuoso pranzo per festeggiare il ritorno della figlia strappata alle grinfie del mostro dal mago Majdoub. Un momento conviviale che é soprattutto incontro immediato tra due popoli e due culture ancora separate da vecchi rancori e antiche ferite.
Attore: Abderrahim
El Hadiri
Regia: Mario Gumina
Sotto la tenda ti racconto il mio
Marocco
produzione anno '96
Narrazione teatrale rivolta alla
scuola materna, elementare e media inferiore
L'esperienza che proponiamo segue le suggestioni e i racconti di un attore marocchino e ripercorre con i bambini i ricordi, gli oggetti e la storia di un mondo che si ricompone per un momento in uno spazio teatrale (sotto una tenda). Gli oggetti prendono corpo come fisicità e memoria di una cultura, l'uso ne fa emergere il senso, il rito. Si propone un dialogo recitato e condiviso con il gruppo ospite, immergendosi in suoni e profumi di una casa immaginaria.
Attore: Abderrahim
El Hadiri
Regia: Cooperativa
Teatro Laboratorio
Hakim Alwane
(il saggio dei colori)
produzione anno '97/'98
Lo spettacolo é rivolto
alle scuole materne e 1° ciclo della scuola elementare.
Il
saggio dei colori, Hakim Alwane, racconta.
Come tutti i raccontastorie, o
Griot, a seconda della provenienza e della tradizione, richiama attorno
a sè il pubblico.
Questa volta ci narra la storia
di Elmer, l'elefantino colorato.
Attraverso la metafora della fiaba
e la trasformazione, l'attore parla dell'esperienza della "diversità",
del rapporto con la natura e col mondo, alla scoperta di sè.
In un intreccio tra culture, visioni
e immaginario emerge ciò che a tutti appartiene: le emozioni, i
sentimenti, le paure e le gioie.
Attore: Abderrahim
El Hadiri
Regia: Sara Poli
La
meditazione di Arjuna
Produzione anno '92 - Ass. Cult.
Osservatorio - Darzo (TN)
Presentata da questa stagione dalla
Cooperativa Teatro Laboratorio
Teatro di Ombre Tradizionali Balinesi
(Wayang Kulit). Parte in lingua originale e parte in lingua italiana.
Si
narra della meditazione del nobile principe di ARJUNA, uno dei cinque fratelli
della famiglia Pendawa) praticata per rafforzare il suo spirito per poter
affrontare coraggiosamente la battaglia che si svolgerà contro la
famiglia dei novantanove fratelli Korawa.
Numerose sono le prove/tentazioni
per distoglierlo dalla sua meditazione. Partendo da un testo originale
tratto dall'epopea indiana del Mahabharata lo spettacolo si svolge attraverso
l'animazione d'ombre tradizionali balinesi e l'animatrice dà voce
ai diversi personaggi della storia, parte in lingua originale e parte in
lingua italiana, inframezzato da canti tradizionali in lingua che accompagnano
la narrazione, sottolineando i momenti di danza e di lotta.
Attrice/animatrice:
Cristina Frigerio
Regia: Cristina
Frigerio e I Wayang Suwija
L'esposizione
documenta, attraverso le "ombre" la tecnica, la storia e le caratteristiche
dei questa raffinatissima forma d'arte indonesiana.ABDERRAHIM EL HADIRI
Abderrahim El Hadiri nasce in Marocco,
a Marrakech. Recita nel gruppo Universitario della città, studiando
in particolare il genere Furga (tecnica di stravolgimento, in chiave clownesca,
delle fiabe arabe-classiche).
Nel 1989 viene in Italia per proseguire
gli studi universitari in informatica applicata alla biologia, non dimenticando
però la passione per il teatro. La svolta avviene dall'incontro
con la Cooperativa Teatro Laboratorio di Brescia con cui allestisce un
intervento di lettura animata della lingua araba per il Sistema Bibliotecario
Brescia Est. Dal 1991 lavora con la Cooperativa Teatro Laboratorio allestendo
tre spettacoli (Heina e il Ghul - Sotto la tenda - Hakim Alwane) e Laboratori
per le scuole, continuando a lavorare ed approfondire l'incontro tra la
cultura narrativa/gestuale del proprio paese e la teatralità occidentale.
CRISTINA FRIGERIO
Si è laureata nel 1987 presso
il DAMS di Bologna con una tesi sul Teatro d'Animazione in Brasile. Nel
1984 e nel 1990 ha collaborato con il Centro Teatro di Figura di Cervia.
Nel 1989 ha effettuato un viaggio di studio in Indonesia per apprendere
l'arte della manipolazione di un'antica forma di Teatro d'Ombre: "Il Wayang
Kulit". Ha un'esperienza pluriennale nel settore teatrale, conduce laboratori
sul teatro d'animazione per classi e insegnanti.
Attualmente è socia della
Cooperativa Teatro Laboratorio.
Gli spettacoli che proponiamo non sono prodotti dalla Cooperativa Teatro Laboratorio. Li proponiamo da quest'anno. Sono stati realizzati da alcuni dei nostri soci e trovano una rispondenza di percorso nella Cooperativa per la loro qualità di ricerca attraverso i linguaggi della voce e del corpo e per la particolarità dei testi.
Gli spettacoli sono tratti da testi poetici e non, scritti da donne, un percorso di teatro al femminile che vede coinvolte solo artiste donne nella ricerca vocale e coreografica, in un intreccio di relazioni e percorsi artistici che danno ispirazione e corpo alle rappresentazioni.
LETTURE
E VOCI - ovvero dell'amore secondo noi
Ispirato ai testi di Monaca Portoghese,
Jeanette Winterson, Emily Dickinson, Marguerite Duras, Adriana Zarri.
Canti e arrangiamenti musicali: Liliana Oliveri
Le caratteristiche di questo spettacolo
sono:
lettura come esplorazione vocale
testo come pretesto (dove anche il contenuto è a sostegno di ciò
che vogliamo esplorare vocalmente).
Di e con Cinzia Marmifero e Francesca Roggero
ANIMA
SOTTILE
Su poesie di autrici contemporanee.
Ispirato alle opere della
scultrice Gabriella Goffi
Canti e arrangiamenti
musicali: Liliana Oliveri
Di e con: Cinzia Marmifero
e Francesca Roggero
Questo spettacolo è nato
su richiesta della scultrice Gabriella Goffi. I testi delle poetesse contemporanee
sono stati da lei scelti e poi le attrici, ispirate dalle sue sculture,
ne hanno curato la messa in scena, secondo la caratteristica loro propria
di spaziare nella ricerca vocale tra canto e recitazione.
ARDE
L'AZZURRITA'
su testi di ROSELLA MANCINI e ispirato
alle opere della pittrice PINA NUZZO.
Collaborazioni:
Canti e arrangiamenti musicali
LILIANA OLIVERI.
Spazi e coreografie LAURA BANFI.
Questo, come tutti gli altri lavori
delle attrici, è una ricerca vocale a partire dalle emozioni che
l'autrice comunica attraverso le sue poesie.
Non è uno spaccato d'autore
e neanche una selezione di genere poetico, ma la ricerca della donna Rosella
Mancini, poeta del nostro tempo raffinata, semplice e tuttavia complessa.
"La parola eletta, la parola esatta,
la parola di nuovo conio", per dirla con le sue stesse parole, evoca immagini
che le attrici hanno cercato di rendere visibili facendo della voce uno
strumento.
Ad un certo punto hanno accostato
la poetica di Rosella Mancini, nata a Monopoli in Puglia, all'opera di
Pina Nuzzo, che vive e lavora a Lecce. I suoi quadri riconducevano a Rosella
perché, mentre una poetessa consegnava immagini, una pittrice restituiva
parole.
CINZIA MARMIFERO
Io ho iniziato lavorando come attrice
con un gruppo di teatro ragazzi di Milano dodici anni fa e, prima e dopo,
ho sempre avuto una gran passione per la voce in tutte le sue espressioni:
canto, ricerca, lettura, recitazione. Attualmente tengo anche dei corsi
alle insegnanti di vari ordini di scuola sulla voce tra tecnica ed espressività.
Tra i miei insegnanti voglio citare
Ambra D'Amico, Sotigui Koujate, Ludwig Flaszen e Liliana Oliveri. Attualmente
sono presidente della Cooperativa Teatro Laboratorio.
FRANCESCA ROGGERO
Per quanto riguarda me, posso raccontarvi
che attualmente mi occupo di impostazione e ricerca vocale come docente
dell'Accademia dei Filodrammatici di Milano.
E' da vari anni che la ricerca
vocale è il mio lavoro, ma anche un percorso che ho iniziato con
il Roy Hart Theatre, Iva Formigoni, Susan Lovegrove, Joe Estil e Liliana
Oliveri.

In collaborazione con la COMUNITA'
MONTANA VALLE SABBIA
Resposabili del progetto: Vania
Giacomelli e Cinzia Marmifero
Responsabili organizzativi: Cristina
Frigerio e Walter Forzani
Il Centro è un'esperienza
che si svolge ormai da 11 anni con la collaborazione della Comunità
Montana e della Regione.
Si è molto sviluppata in
questi anni ed ha visto la collaborazione di singoli e gruppi di artisti
del territorio nazionale ed esperti di rilevanza nazionale intervenuti
nei vari Convegni per quanto riguarda l'educazione e l'arte nella scuola.
Il Centro propone ogni anno attività
tematiche e vede in questa stagione la continuazione dell'esperienza su
Arte e Scienza.
Laboratorio musicale condotto da Clara Remondina SIEM - 2° livello
Laboratorio teatrale condotto dai registi o attori di alcune delle compagnie partecipanti alla rassegna teatrale
3 Spettacoli di teatro ragazzi (solo per insegnanti)
RASSEGNA TEATRALE
Rassegna di teatro ragazzi
10 spettacoli di cui:
5 per scuole elementari
3 spettacoli per scuole
medie
2 spettacoli materne
PERCORSO A TEMA
Animazioni e spettacoli
per le classi (a pagamento)
Animazioni: "ARTE E SCIENZA"
PROGETTO AMBIENTE (da
strutturarsi globalmente o singolarmente)
- "Il gioco dei
materiali" condotto da Patrizia Tibaldo
- "Prima della
musica" condotto da Irene Beker
- "Il teatro delle
ombre" condotto da Cristina Frigerio
Laboratorio astronomico
"Conoscendo il cielo" condotto da Loris Ramponi
Animazione astronomica
e ombre "L'affascinante mondo delle ombre" condotta da Frigerio e Ramponi
ANIMAZIONI/SPETTACOLO
Narrazione teatrale: "Sotto la
tenda vi racconto il mio Marocco"
con Abderrahim della Cooperativa
Teatro Laboratorio
Animazione/spettacolo "Nigun" con Alessandra Orlando Ghezzi

La Cooperativa Teatro Laboratorio
propone anche quest'anno delle esperienze di laboratorio che spaziano nei
linguaggi teatrali ed artistici, possono essere adattate alle esigenze
delle scuole ed essere concordate con le insegnanti le tematiche, la durata
e lo svolgimento.
Si attuano anche percorsi misti
alunni/insegnanti con incontri di consulenza che permettono la diretta
esperienza dell'insegnante in collaborazione con il/la docente del corso.

A) 1° RASSEGNA FESTIVAL INTERCULTURALE
Teatro interculturalità
"Suoni e immagini del mondo" (teatro, danza,
musica)
B) RASSEGNA DI TEATRO RAGAZZI
| CENTRO AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE |
Corsi di aggiornamento autorizzati dal Provveditorato agli Studi
Per il secondo anno la
Cooperativa Teatro Laboratorio organizza presso la Direzione Didattica
V° Circolo, nella Scuola Elementare Colombo (Viale Colombo, 30 - Brescia),
corsi di aggiornamento per insegnanti e formatori, cui possono partecipare,
anche singolarmente, gli interessati.
Il Centro vuole essere
un punto di riferimento permanente, che sia luogo di confronto e di approfondimento
degli strumenti necessari per meglio operare nell'ambito educativo e formativo.
I corsi proposti per la
stagione 1999/2000 sono:
TEATRO TRA NARRAZIONE
E INTERCULTURALITA' (condotto da Abderrahim El Hadiri)
Attraverso l'analisi
della struttura narrativa, drammaturgica e di azione scenica il conduttore,
di origine marocchina ed esperto in teatro e animazione interculturale,
invita a riconoscere lo strumento teatro come veicolo e approccio
alla conoscenza di sè e di ciò che è diverso da sè.
MATEMATICA A PASSO DI
DANZA (condotto da Giuseppe Pea e Alessandra Orlando Ghezzi)
Il corso affronta il
collegamento dei concetti matematici fondamentali al dominio, alla conoscenza
ad alla consapevolezza del proprio corpo. L'obiettivo è sperimentare
le possibilità della danza e della matematica alla ricerca di relazioni,
affinità e percorsi pedagogici comuni.
DAL DIRE AL FARE
(condotto da Gabriella Goffi)
L'obiettivo del corso
è dare strumenti e competenze atte a creare situazioni che stimolino
la creatività, lavorando sul bidimensionale e tridimensionale, sperimentando
le varie possibilità di materiali e tecniche.
12 ORE DI SCIENZA GIOCOSA
(condotto da Giuseppe Gambardella)
E' l'opportunità
di fare scienza in modo giocoso ed interattivo e fornire elementi di metodo
e di pratica per progettare e avviare attività di giochi-esperimenti
che hanno attinenza con fenomeni naturali (fisici e chimici).
GEO-GRAFIE DEL CORPO
(condotto da Alessandra Orlando Ghezzi)
Ci si propone di presentare
e vivere il corpo non con uno studio anatomico "freddo" ma attraverso una
conoscenza basata sulla percezione. La danza e l'espressione corporea diventano
mezzi conoscitivi per lo studio e la lettura del corpo umano.
TEATRO D'ANIMAZIONE -
OMBRE E BURATTINI (condotto da Cristina Frigerio)
L'obiettivo è
quello di padroneggiare l'ombra a livello di immagine emotiva ed espressiva,
e di introdurre alla conoscenza di tecniche e materiali per la costruzione
di pupazzi e burattini.
| SEMINARI TEMATICI |
La Cooperativa Teatro Laboratorio lavora da molti anni sul territorio bresciano in particolare con le scuole e ha sviluppato attraverso il teatro un percorso d'incontro tra culture e linguaggi.
Brescia
è una città multiculturale che sempre di più attraverso
le sue istituzioni e il lavoro di diverse realtà associative e singole
intelligenze cerca di trovare la relazione e il dialogo di questa convivenza
di voci e vissuti.
Quello che noi proponiamo
in questa giornata sono alcune esperienze e riflessioni partendo dal nostro
specifico artistico, coinvolgendo esperti sensibili sia all'interculturalità
che all'arte, ritenendo che occuparsi di ciò significi di poter
vivere in un'ottica di esperienza universale: tale è la vita.
Cinzia Marmifero -
presidente C.T.L.
| APERTURA MUSICALE
Trio musicale autobiografico "Minlan" Progetto "Sons d'Afrique" |
| IL MONDO ARABO SI RACCONTA
"L'Alfabeto Danzato" di e con El Hadiri e Alessandra Orlando G. intervento - "il sottile fascino della calligrafia araba" Jolanda Guardi |
| IL MONDO ORIENTALE E IL MITO
"La meditazione di Arjuna" di e con Cristina Frigerio intervento - "Tra Mito e Religione" a cura di Padre Arnaldo De Vidi - CEM Mondalità |
| MUSICA E CULTURA AFRICANA
"Raccontarsi musicando" di e con Olama Oyiè Henri e "Sons d'Afrique" intervento - "Giocarsi nella scuola" a cura di Rosangela Comini |
Il Centro Teatro Ragazzi della Valle Sabbia da anni si pone come un laboratorio di proposte educative tese a scandagliare il vasto mondo della creatività. Le sue iniziative sono innumerevoli e tutte raccordate in una unica strategia d'insieme che si pone come finalità principale quella di sollecitare l'intelligenza degli insegnanti perchè si incamminino sulle vie più idonee per "scoprire" le potenzialità degli alunni e la loro immensa ricchezza da valorizzare.
L'animazione
in molte scuole è un campo di applicazione di una progettualità
circolare nel senso che è il risultato di un continuo e mediato
incontro tra le idee elaborate e la loro "sperimentazione" creativa.
In questa progettualità c'è l'offerta di riflessione e di stimoli sempre più ricchi ed avvincenti per "aprire" la mente dei ragazzi e "liberare" le loro possibilità perchè possano esplicarsi in piena autonomia concorrendo a creare i futuri "cittadini del mondo", cioè persone senza pregiudizi, paletti precostituiti, chiusure mentali, remore culturali; in definitiva esseri umani veramente liberi.
Il convegno "Arte e Scienza" si cala a pieno titolo in questa affascinante ed impegnativa traiettoria. E' un momento assai qualificato e originale per la qualità dei relatori e la novità degli argomenti affrontati. E' la preziosa occasione per riflettere sul binomio Arte e Scienza, due aspetti portanti della infinita potenzialità dell'uomo.
L'incontro fra la misura razionale e quella pratica-espressiva, un contrappunto pedagogico ricco di fascino e di conseguenze positive, fa riflettere su un aspetto e precisamente sulla presa di coscienza dell'inscindibile nesso tra due versanti troppo spesso nella quotidiana prassi della scuola visti come distinti. Il/la ragazzo/a è espressività, sentimento, ricchezza di sensazioni, "misura del pensiero", anche di quello scientifico.
L'avere posto l'attenzione su questa problematica significa iniziare un affascinante viaggio nei meandri delle potenzialità espressive e scavare nell'animo e nelle infinite ricchezze dell'intelligenza umana.
Con questo convegno che segue ad altre importanti tappe, il Centro Teatro Ragazzi della Valle Sabbia si assume un impegno non da poco che lo qualifica come punto di riferimento ormai collaudato per la scuola valsabbina.
In altri termini diventa una Agenzia specializzata a cui gli insegnanti possono far riferimento per raccogliere stimolazioni pedagogiche profonde.
E' pure un motivo di vanto
per la Comunità Montana e per i Comuni della Valle che continuano
a sostenerlo, sollecitati dall'efficacia di un progetto che mira a formare
le menti, l'unico vero investimento destinato a durare ed a dare frutti.
| Introduzione
"MOVIMENTO IN CHIARO SCURO" |
| Dialogo tra:
Alessandra Orlando Ghezzi: IL CORPO CHE DANZA Ovvero dall'emozione alla formazione del simbolo. |
| Beppe Pea
ESPERIENZE DI MATEMATICA A PASSO DI DANZA |
| Dialogo tra:
Gabriella Goffi: DIETRO LE FIGURE Viaggio tra gioco e mondo |
| Giuseppe Gambardella:
FISICA E' BELLO Fare scienza anche con il corpo, con le emozioni e con il gioco espressivo. |
| Mario Maviglia
"ARTE E SCIENZA: UNA DIFFICILE CONVIVENZA" Alla ricerca di un dialogo possibile e necessario. |
| Aperto agli insegnanti. Riconosciuto dal Provveditorato agli Studi. |