
E’ un parco di indiscutibile importanza sia per l’enorme estensione del suo territorio, 51000 ha, sia per la sua posizione, in quanto funge da collegamento tra due altre grandi aree protette: quella dell’Adamello-Brenta nel Trentino e quella del Parco nazionale dello Stelvio, a sua volta collegato col Parco Nazionale Svizzero dell’Engadina, venendo cosi’ a creare la piu’ grande area protetta delle Alpi, con una estensione di ben 250.000 ha.
Un altro motivo di grandissimo interesse
e’ rappresentato dalla presenza di siti di notevole rilevanza storica. Tra questi,
nel territorio di Ceto, Cimbergo e Paspardo, e’ possibile trovare la piu’ alta
concentrazione al mondo di incisioni preistoriche, che testimoniano la florida
attivita’ dell’antico popolo dei Camuni iniziata presumibilmente nel VI millennio
a.C.
La storia piu’ recente e’ invece rappresentata dalle trincee e fortificazioni
della prima guerra mondiale, ancora presenti in gran numero sulle cime delle
montagne.
Geologicamente il Parco dell’Adamello e’ costituito nel nucleo centrale da rocce cristalline di origine magmatica, in prevalenza tonalite e grandioriti. Questo nucleo e’ poi circondato da una fascia di rocce cristalline di origine molto piu’ antica. Nella parte meridionale invece, troviamo delle rocce sedimentarie, quali arenarie e calcari.
La varieta’ del sottosuolo ha determinato
nel terreno caratteristiche differenti che hanno permesso l’evolversi di una
flora altrettanto varia ed interessante e la presenza di numerosi endemismi.
L’ampia escursione altitudinale, che va dai 390 mt. del fondovalle ai 3539 mt.
della vetta del Monte Adamello, ha dato luogo ad una ulteriore differenziazione
sia delle specie vegetali che animali.
Entro i primi 1000 mt. di altitudine prevalgono i boschi misti di latifoglie
con Castagno, Ontano, Acero di monte, Frassino, Betulla, Pioppo tremulo, Salici,
ecc., alternati ad ampie zone disboscate per fare spazio ai pascoli ed a piccoli
appezzamenti coltivati. In questa fascia altitudinale vive un gran numero di
uccelli tra i quali l’Allocco, la Civetta, il Gufo, lo Sparviere, il Cuculo,
il Picchio rosso maggiore e quello verde e molti passeriformi tra i quali Pettirossi,
Scriccioli, Cince, Merli, Fringuelli, ecc. Tra i mammiferi sono presenti Caprioli,
Cervi, Ghiri, Scoiattoli, Faine e vari micromammiferi.
Oltre i 900 mt. cominciano a comparire i boschi di conifere, soprattutto Abete rosso, gradualmente sostituito dal Larice man mano che si sale a quote piu’ elevate. Anche in questo tipo di boschi vive una gran varieta’ di specie di uccelli tra i quali Astore, Sparviere, Poiana, Picchio nero (oltre a quelli gia’ menzionati), vari tipi di Tordi, Cince, Regolo, Rampichino, Crocere, Ciuffolotto, ecc. Anche qui e’ possibile incontrare Cervi e Caprioli nonche’ Volpi, Donnole, Scoiattoli, Martore (rare), Toporagno alpino, ecc.
Oltre i 2200 mt. di quota gli alberi
lasciano il posto ai cespugli, prevalentemente si Ontano verde, Rododendro ferrugineo
nelle zone con terreno acido, Rododendro irsuto e Pino mugo nelle zone con terreno
calcareo. Nella zona dei fitti cespugli vivono Fagiano di monte, Coturnice,
Passera scopaiola, Bigiarella, Beccafico. Nelle radure, in cima ad un cardo
o su un paletto, e’ facile vedere lo Stiaccino.
Vivono a questa altitudine anche le Marmotte, i Camosci, la Lepre alpina, l’Arvicola
delle nevi e l’Ermellino oltre ad un piccolo gruppo di Stambecchi, recentemente
reintrodotti nel parco dopo oltre un secolo di assenza. Oltre i cespugli, tra
i mirtilli e le sassaie vivono la Pernice bianca, il Codirosso spazzacamino,
il Culbianco, lo Spioncello, il Fringuello alpino, mentre sulle pareti a strapiombo
troviamo il Picchio muraiolo, il Gracchio alpino, il Corvo imperiale. In questo
ambiente e’ anche possibile ammirare, con un po’ di fortuna, l’Aquila
reale.
Da questa quota fino alle altezze superiori si estendono le praterie alpine con la stupenda flora d’alta montagna: Genziane, Pulsatille, Sassifraghe, Stelle alpine, Orchidee, ecc. Il limite superiore delle praterie alpine e’ rappresentato dalla tundra alpina, zona in cui la cotica erbosa si fa sempre piu’ discontinua fino ad essere sostituita dai muschi, licheni e salici nani, ancorati alle rocce. Anche qui è comunque possibile trovare alcune bellissime specie di fiori che assumono la tipica conformazione a “cuscinetto” per difendersi dal clima ostile.
Nei fiumi e nei laghetti sono segnalati:
il Salmerino, la Trota e la Sanguinerola; nelle zone umide il Tritone alpino,
il Tritone crestato, la Salamandra nera e pezzata, il Rospo e la Rana temporaria.
Tra i rettili : la Vipera comune, il Marasso, la Lucertola vivipara, il Colubro
liscio, l’Orbettino.
DATI GEOGRAFICI
Provincia: Brescia
Comunità montana: n.5 della Valcamonica
Comuni: Berzo Demo, Braone, Breno, Cedegolo, Ceto, Cevo, Cimbergo, Edolo, Incudine,
Malonno, Niardo, Paspardo, Ponte di Legno, Prestine, Saviore dell’Adamello,
Sonico, Temu’, Vezza d’Oglio, Vione.
Superficie: ha 51.000
Quota minima: 390 m. s.l.m.
Quota massima: 3.539 m. s.l.m. (Monte Adamello)
DATI AMMINISTRATIVI
Legge istitutiva: n. 79 del 16 Settembre 1983, della Regione Lombardia
Indirizzo della sede: Via
Aldo Moro, 7 25043 BRENO Tel 0364\320028 Fax 22629/22544
VISITE
Data la sua ampiezza, il Parco dell’Adamello offre innumerevoli possibilita’
di gite ed escursioni di varia durata e con vari livelli di difficolta’. Le
strade sterrate, le mulattiere ed i sentieri (circa 100 Km) sono per la maggior
parte in buono stato di conservazione e sono tutti ben segnati (prevalentemente
col caratteristico segnavia bianco-rosso del C.A.I), nonche’ riportati sulle
varie cartine disponibili in commercio. Tra tutti e’ impossibile non citare
lo stupendo Sentiero n.1 o Alta Via dell’Adamello che attraversa tutto il parco,
dal Rifugio Tita Secchi al Rifugio Garibaldi.
Ovviamente e’ necessario rispettare le norme dettate dal Parco (nonche’ quelle
del buonsenso) per la tutela dell’area, ben evidenziate da cartelli esplicativi.
Periodo consigliato per le visite
Per le escursioni alpinistiche la stagione migliore e’ l’estate, periodo che
consente di raggiungere le quote piu’ elevate del parco. Per le escursioni nelle
zone di alta montagna e’ necessario attrezzarsi con scarponi, carta, bussola
e con indumenti pesanti e giacca a vento per far fronte ad eventuali bruschi
cambiamenti di tempo. Molte belle escursioni possono essere comunque effettuate
anche in autunno e primavera alle quote piu’ basse. E’ consentito il bivacco
alpino mentre il campeggio e’ consentito solo in determinate aree. Durante l’inverno
e’ possibile praticare i tradizionali sport invernali nelle zone opportunamente
attrezzate ma, se l’innevamento non e’ eccessivo, nelle giornate di sole si
possono fare piacevoli passeggiate anche in questa stagione.
COME SI ARRIVA
Il Parco dell’Adamello puo’ essere raggiunto dalla Lombardia, dal Trentino e
dall’Alto Adige.
In auto: Statali provenienti da Brescia e Bergamo che si congiungono nei pressi di Darfo nella Statale della Mendola che arriva a Breno e prosegue fino al Passo del Tonale; Statale proveniente dalla Valtellina per l’Aprica e Edolo; Statale da Bolzano per la strada della Mendola, Statale da Trento per Cles e Male’ fino al Passo del Tonale.
In treno: da Brescia prendendo la linea ferroviaria locale BRESCIA-ISEO-EDOLO. Per proseguire verso Ponte di legno si puo’ utilizzare il pullman di linea (tel. 0364\72578).
Accesso alle principali valli bresciane: Alta Valle del Caffaro dalla statale del Caffaro o dalla statale della Val Trompia fino al Monte Maniva ed al Passo Crocedomini o dal paese di Bagolino sempre verso il Monte Maniva oltre che per la piana del Gaver; dalla statale della Val Camonica fino a Breno per la località Bazzena attraverso Valle di Campolaro.
Dalla Statale 42 della Val Camonica
si accede a tutte le località d’accesso alle altre principali vallate
bresciane del Parco. Partendo da Vezza d’Oglio si accede alla Val Paghera percorribile
in auto fino al rifugio La Cascata dove ci si incammina sul ripido sentiero
che sale fino al Lago d’Aviolo. Da qui inizia la Valle d’Aviolo dominata dalla
testata del Baitone, il sentiero prosegue per il passo Gallinera che mette in
comunicazione questa valle con la selvaggia Val Gallinera, risalente dal paese
di Edolo.
Dalla frazione di Temù parte il sentiero che conduce alla Val d’Avio.
Dalla frazione di Stadolina di accede alla Val di Vallaro.
Da Ponte di Legno si accede alla Valle del Narcanello, dal nome del torrente
che la solca e che , insieme al Frigidolfo daranno origine in centro al paese
al fiume Oglio.
Nella parte centrale del parco partendo dal bivio di Fresine e giungendo a Valle
di Saviore troviamo la Valle Adamè solcata dal fiume Poia di Adamè
che porta a valle le acque di scioglimento del Pian di Neve, uno dei nevai più
estesi del gruppo dell’Adamello. Sempre dal paese di Valle di Saviore si accede
alla Valle di Saviore, solcata dal torrente Poia.
Alla Valle di Salarno si accede dai paesi di Cevo e Saviore dell’Adamello,
da qui, seguendo il torrente si arriva al lago Salarno e alla parte più
alta della valle dominata dalla Punta Pian di Neve, dal Corno Salarno e dal
Corno Miller. Da Rino di Sonico si sale per la Val Malga, traversata dal torrente
Remulo; sempre per la stessa via si accede anche alla Val Miller prendendo i
sentieri per Malga Premassone e per Malga Frino.
PUNTI DI RISTORO, INDICAZIONI
UTILI
Tra i servizi offerti dal Parco naturale dell’Adamello sono da segnalare:
-La Sede amministrativa del Parco, Via Aldo Moro 7, 25043 Breno (BS) Tel
0364/320028
Fax 22629/2544
-L’A.P.T. di Edolo, P.zza Martiri della Libertà Tel. 0364/71065
-Il Centro Informativo di Edolo, Via Porro 76. Tel. 0364/73096
-La sede decentrata di Vezza d’Oglio, Via Nazionale 132. Tel 0364/76165
-La sede decentrata di Saviore dell’Adamello, Via Adamello 8. Tel. 0364/634145
MUSEI
VISITE GUIDATE
Sono organizzate dalla Sede decentrata di Saviore dell’Adamello, dalla
Sede decentrata di Vezza d’Oglio, dal Centro Informativo di Edolo, dalle sezioni
locali del CAI (Edolo 0364/73306 mercoledì e sabato) e dall’Associazione
Guide Alpine Valle Camonica Tel. 0364/91301
A cura di Stefania Capelli