BOSCO DI BARCO
L’ambiente,
tuttora di grande valore naturalistico, era particolarmente prezioso per la
presenza di una notevole varietà di nicchie ecologiche diverse,
create dal fiume e continuamente modellate dalle sue acque che nei periodi di
piena venivano in buona parte sommerse.
Oggi purtroppo, a causa dell’inadeguata protezione della
riserva, lasciata a se stessa per la mancanza di un ben gestito organo di protezione,
quale dovrebbe essere il Parco dell’Oglio Nord, una parte delle zone umide preesistenti
è andata perduta, anche in seguito ad arginature in cemento eseguite
con criteri ormai superati dal Magistrato del Po’, decisamente poco rispettose
degli ambienti che si volevano tutelare. In seguito a questi interventi ed alla
continua captazione delle acque che ha fatto abbassare l’alveo del fiume e la
falda sotterranea, il bosco umido non riceve più tutta l’acqua di cui
abbisogna e presenta quindi evidenti segni di degrado che necessiterebbero di
un urgente intervento di ripristino, come l’eliminazione delle piante morte
o malate e la loro sostituzione con essenze più adatte ad un terreno
più asciutto. Nonostante tutti questi problemi è comunque
ancora possibile ammirare molti tipi di associazioni vegetali differenti: dai
giuncheti e canneti delle acque più ferme alla vegetazione (anche sommersa)
meglio adatta alle zone con acqua semiferma (presente nelle lanche più
grandi); dai saliceti delle sponde alle essenze tipiche del bosco e sottobosco
di ripa.
Le essenze floristiche di quest’area meritano un particolare approfondimento per la grande varietà di generi rappresentati. Nelle radure è possibile incontrare specie appartenenti ai generi Sedum, Euphorbia, Galium, Echium, Potentilla, Tymus, Lotus, Stellaria, Silene, Erigeron, Achillea, Valeriana, Haeliantemum, Ononis, Juncus. Nel sottobosco si possono ammirare primule, scille, Aglio orsino, pervinche, Dente di cane. Nel canneto e nel magnocariceto sono presenti i generi Polygonum, Veronica, Ranunculus, Apium, Nasturtium, Alisma e Myriophillum.
Logicamente un ambiente ricco e diversificato accoglie sempre anche una interessante comunità animale. Gli uccelli delle varie specie già citate riescono a trovare riparo sia nel periodo della nidificazione che in quello particolarmente delicato delle migrazioni, quando la necessità di un luogo adatto alla sosta per il riposo e l’alimentazione è fondamentale. Il nostro paese è utilizzato da migliaia di migratori, come un ponte che unisce i quartieri di svernamento africani con il nord Europa e gli ecosistemi come questo sono indispensabili alla loro sopravvivenza.
VISITE
Le zone a bosco presenti nella riserva sono tre e sono
visitabili tramite sentieri (non segnati) che conducono anche vicino ai ghiareti
ed alle zone inondate. Il paese con più facile accesso alla riserva è
Roccafranca.
COME SI
ARRIVA
In auto : Da Brescia tramite la statale 235 che
da Roncadelle, passando per Torbole Casaglia conduce ad Orzinuovi. Roccafranca
è raggiungibile da Orzinuovi prendendo la strada per Orzivecchi-Roccafranca
(6 Km). Per entrare nella riserva bisogna svoltare alla prima via a sinistra
entrando in paese, dopo il distributore: Via dell’Oglio. La direzione indicata
è quella per le cascine Conti e Saletti. Seguendo la strada asfaltata
che segue il corso dell’Oglio, si passa per le cascine Colombarolo,
Circolo di sopra e Circolo di sotto, fino alla cascina Neghelli, che di fatto
è già nella riserva.
Cartografia : Carta tecnica regionale ROCCAFRANCA Sezione
N. C6d3 (scala 1 :10.000)
PUNTI DI
RISTORO, INDICAZIONI UTILI
Per avere informazioni sui punti di ristoro è possibile
rivolgersi ai comuni adiacenti l’area della riserva: Orzinuovi Tel. 030/941163
- Via Arnaldo da Brescia, 2 ; Roccafranca Tel. 030/7090114/7090387 - Via Grande,
29. Altre informazioni si possono ricevere rivolgendosi all’Ufficio Ambiente
Naturale della Provincia di Brescia Tel. 030/3749543.