L’Altopiano di Cariadeghe, rappresenta un esempio di territorio carsico di notevole interesse essendo molto raro in Lombardia; esso e’ posto alla sommita’ di un massiccio calcareo situato nelle Prealpi Bresciane, delimitato a Nord dalla Valle di Caino e dal Torrente Vrenda, ad Ovest dalla Val Salena e dalla Conca di Botticino mentre a Sud-Sud-Est le pendici digradano verso la pianura.
Le piu’ importanti formazioni rocciose affioranti che si trovano nella zona sono la “Corna”, costituita da calcari compatti bianco-avorio, calcari dolomitici e dolomie cristalline, ed il “Calcare di Zu”, costituito da calcari grigio-bruni alternati a marne e argille. I rilievi formati dalla Corna sono interessati da cave dalle quali viene estratto il noto marmo di Botticino e materiale per l’industria cementiera.
Sui calcari fratturati e permeabili
si manifesta l’effetto erosivo delle acque piovane sia per azione chimica, sciogliendo
la roccia a causa dell’acidita’ dell’anidride carbonica in esse contenuta, che
meccanica, per dilavamento.
Questo fenomeno ha dato luogo a tutte le forme carsiche superficiali e sotterranee
riscontrabili sull’altopiano, tra queste sono particolarmente numerose le doline,
rappresentate da depressioni piu’ o meno accentuate del terreno a forma di imbuto,
piatto, scodella o piu’ raramente a pozzo, spesso allineate lungo fratture della
roccia; esse convogliano le acque superficiali nel sottosuolo dove, per effetto
dell’erosione puo’ aver luogo la formazione di grotte e pozzi, che a loro volta
fungono da inghiottitoi per l’acqua che viene convogliata in collettori sotterranei.
Per questo motivo, fatta eccezione per alcune piccole sorgenti dalla portata
idrica irrilevante, non esistono corsi d’acqua superficiali.
Un altro fenomeno carsico molto interessante sono i campi solcati, con sezione prevalentemente a U, larga e svasata e le vaschette di corrosione, presenti sulle rocce nude affioranti. Entrambi nella zona sono piuttosto rari.
La vegetazione tipica dell’altopiano
e’ quella caratteristica del bosco ceduo di latifoglie, che in molte zone e’
costituito da specie tipiche delle zone aride, tra le quali la Roverella, l’Orniello,
lo Scotano, il Carpino nero e il Corniolo. Nelle zone piu’ umide abbiamo invece
Faggio, Castagno, Acero di monte, Carpino bianco, Frassino, Betulla, ecc.
Sul fondo umido ed ombroso delle doline, quando non sono presenti le sole specie
erbacee, vegeta bene il Salicone (Salix caprea). Sono presenti vaste zone ad
arbusteto in cui la specie predominante e’ il Nocciolo. In alcune aree che,
anche per la scarsita’ di acqua vengono tenute a pascolo, possiamo trovare Brugo
(Calluna vulgaris), Ginepro e numerose specie di fiori.
Tra gli animali presenti, quelli
che vivono nelle numerose grotte meritano la maggiore attenzione rappresentando,
unitamente agli ambienti che li ospitano, una delle emergenze naturalistiche
piu’ significative della Riserva. La fauna ipogea (cioe’ che vive nelle grotte)
e’ rappresentata in prevalenza da invertebrati, anche se non mancano alcune
specie di mammiferi, di rettili e di anfibi. Essa e’ suddivisibile in
tre gruppi:
- i Troglobi, che possono vivere solo nella completa oscurita’ delle grotte,
si tratta soprattutto di specie di insetti molto rare e delicate che necessitano
di temperatura e umidita’ costanti ed hanno caratteristiche particolari essendo
privi di occhi, con scarsissima pigmentazione, come ad esempio il coleottero
endemico Allegrettia boldorii;
- i Troglofili, che preferiscono le grotte ma che sono in grado di vivere anche
all’esterno di esse come ad esempio i Pipistrelli
- i Troglosseni, che sono in grotta solo momentaneamente ad esempio per nutrirsi
e cacciare oppure che vi giungono per cause accidentali (cadute, ecc.)
Tra gli uccelli meritano particolare menzione alcune specie di rapaci (il Falco
pecchiaiolo, la Poiana ed il Gheppio), il Corvo imperiale sugli speroni di roccia,
il Picchio verde nei boschi piu’ maturi ed infine la Bigia padovana ai margini
dei boschi e nei cespugliosi. Quest’ultima specie e’ da considerarsi la più’
pregiata e rara della riserva, essendo ritenuta, per il nostro paese rarissima
fino agli anni ‘70.
DATI GEOGRAFICI
-Provincia : Brescia
-Comune: Serle
-Comunita’ montana: di Valle Sabbia
-Superficie: ha 491,82
-Quota minima: 600 mt. s.l.m.
-Quota massima: 1170 mt. s.l.m.
CARTOGRAFIA
-I.G.M. 1 : 25.000 47I NE Gavardo
-I.G.M. 1 : 25.000 47 I SE Bedizzole
DATI AMMINISTRATIVI
-Istituita dalla Regione Lombardia Riserva Naturale Regionale il 27 marzo
1985
- Convertita a “Monumento naturale” dal febbraio 1994
-Ente gestore : Consorzio per la gestione del Monumento Naturale “ Altopiano
di Cariadeghe”
-Indirizzo : Via Muradelli Villa Brivio 25080 Serle Tel 030/6910501
Fax 6910780
VISITE
L’ingresso all’Altopiano di Cariadeghe e’ libero purche’ si rispettino le norme
deliberate per la sua salvaguardia che come sempre sono molto semplici e dettate
dal buonsenso, tra queste il divieto di campeggio libero, di accendere fuochi,
di accedere alle grotte senza permesso, di danneggiare flora e fauna, prelevare
materiali fossili, minerali o concrezioni anche in grotta (stalattiti e stalagmiti),
ecc. La caccia e la raccolta di funghi, sono regolamentate.
Sono presenti circa 60 grotte, di
cui le principali sono: IL BUCO DEL BUDRIO, LA GROTTA PRESSO IL BUCO DEL
GELO, che e’ la piu’ grande di tutte, IL BUCO DEL FRATE, di grande interesse
biologico per i molti animali che la abitano.
Per le visite guidate alle grotte e’ possibile rivolgersi al sig. Marchesi Giampiero
del Gruppo Grotte di Brescia, presso il Museo di Scienze Naturali cittadino.
COME SI ARRIVA
In auto: da Brescia ci si reca, tramite la Strada statale 11, al paese di Rezzato e, in località’ Virle tre Ponti, si svolta a sinistra sulla Statale 45\bis per il lago di Garda. All’altezza del paese di Nuvolento si svolta a sinistra, per la provinciale 41 (indicazione per Serle). Giunti al termine del paese di Serle costituito dalla successione di molte piccole frazioni, si arriva a Villa, il centro abitato situato alla quota piu’ elevata e punto di partenza per la visita dell’Altopiano di Cariadeghe. Da qui parte una strada dotata di varie aree di parcheggio che conduce all’ingresso della riserva. Dalle numerose aree di parcheggio partono vari sentieri che permettono di visitare il parco. Un secondo ingresso e’ situato nei pressi della localita’ Valpiana, alla base del monte Zucco. Questa localita’ e’ raggiungibile da Botticino ( da Brescia sempre tramite la statale 11) tramite la strada che collega S. Gallo con il castello di Serle.
In pullman: dalla stazione di Brescia,
fino al comune di Serle.
PERIODO CONSIGLIATO PER LA VISITA
Tutto l’anno, particolarmente suggestivo il paesaggio autunnale.
EQUIPAGGIAMENTO
Pedule, binocolo, guida all’avifauna, guida agli alberi e arbusti, guida alla
flora.
PUNTI DI RISTORO, INDICAZIONI
UTILI
Il Consorzio di gestione con sede a Serle ha pubblicato, nel 1992, un interessante
libretto, dal titolo di “Altopiano di Cariadeghe” - Riserva Naturale, sul quale
si possono trovare esaurienti spiegazioni ed una dettagliata cartina.
Punti di ristoro i possono trovare nel paese di Serle oppure lungo la Strada
Statale 11 di accesso al comune stesso.