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Riserva Naturale
Incisioni Rupestri
di Ceto, Cimbergo e Paspardo

A partire dall’inizio del 1900 sono venuti  alla luce piu’ di 120.000 graffiti dai quali gli archeologi hanno potuto trarre preziose informazioni sulla vita delle popolazioni preistoriche europee e quindi sull’evoluzione della nostra stessa cultura.

Circa 17000 anni fa l’enorme Ghiacciaio Camuno, che ricopriva tutto il territorio dell’attuale Valle Camonica, comincio’ lentamente a ritirarsi per l’effetto di un innalzamento della temperatura.
Durante le sua lenta ritirata provoco’ grandi mutamenti geomorfologici : incise profonde valli, sposto’ grandi masse di detriti, sbriciolo’ le rocce più fragili e levigo’ quelle più dure trasformandole in grandi “lavagne “ naturali.
A seguito di questi grandi  sconvolgimenti (circa 13000 anni fa) si verifico’ un ulteriore innalzamento della temperatura ed il clima miglioro’ sensibilmente, inoltre il territorio comincio’ a stabilizzarsi permettendo l’insediamento di piante come pini e betulle ed una ricca fauna al cui seguito non tardarono a arrivare anche i primi uomini cacciatori-raccoglitori.

Furono proprio questi uomini primitivi, che probabilmente all’inizio frequentavano la valle solo nel periodo estivo, a lasciare le prime testimonianze del loro passaggio.
Nel mesolitico (V millennio a.C.) un ulteriore miglioramento climatico ambientale favori’ l’insediamento nella valle di popolazioni sempre  piu’ evolute: da cacciatori-raccoglitori si trasformarono in allevatori-agricoltori dando origine al popolo dei Camuni, il cui livello culturale ebbe un grande impulso , nel corso dei secoli, grazie a scambi  culturali e commerciali con popoli di origine diversa. Intorno al 3000 a. C. venne scoperto il rame e si inizio’ ad usare il carro, queste innovazioni ebbero grande ripercussione sulla società di quei popoli primitivi.

Nel 2000 a. C. l’abilità nella lavorazione dei metalli porto’ alla scoperta del  bronzo (2000 a. C.) ed in seguito, verso la fine del II millenio a.C., del ferro.
Tutti questi uomini antichi, a partire dal Paleozoico oltre 13000 anni fa’, fino ad arrivare all’epoca romana ed all’inizio del Medio Evo sentirono l’esigenza di lasciare una traccia, una documentazione dei momenti piu’ importanti della loro vita spirituale e sociale. Per farlo utilizzarono proprio quelle grandi pietre, lisciate dai ghiacci e disseminate tra la vegetazione, che la natura aveva messo a loro disposizione.
La scelta delle rocce da incidere, pero’, non fu mai casuale: solo quelle ubicate nella giusta posizione, vennero istoriate, ad indicare il grande significato magico e simbolico che questi graffiti avevano per il popolo Camuno.

E’ necessario a questo proposito, ricordare la presenza di due imponenti montagne, il Pizzo Badile e la Concarena, che probabilmente erano ritenute sacre,  anche per il manifestarsi di stupefacenti giochi di luce creati in particolari giorni dell’anno, al sorgere o al tramontare del sole. Un potente raggio di luce, pochi minuti dopo il tramonto del sole, all’inizio della primavera e dell’autunno sembra fuoriuscire alle rocce dalla vetta della Concarena; a fine settembre, per qualche giorno, l’ombra del grande Pizzo Badile viene proiettata nel cielo limpido. Simili manifestazioni non possono essere sfuggite agli uomini preistorici, cosi’ attenti ad ogni fenomeno legato alla natura e al ciclo delle stagioni.

Le prime pietre incise vennero prese in considerazione dagli studiosi all’inizio del 1900 ma erano già conosciute dagli abitanti della valle: a Cemmo una di queste era conosciuta dagli abitanti del luogo come “pietra dei burattini”. A partire da quegli anni sono venuti  alla luce numerosissimi altri graffiti (piu’ di 120.000) dai quali gli archeologi hanno potuto trarre preziose informazioni sulla vita spirituale ma anche materiale delle popolazioni preistoriche europee e quindi sull’evoluzione della nostra stessa cultura. Le testimonianze lasciateci dagli antichi  Camuni, non solo i graffiti ma anche antichi insediamenti preistorici e medioevali, sono moltissime e certamente non ancora tutte svelate.

Incisioni rupestri

La scoperta di questo inestimabile patrimonio culturale ha spinto i comuni interessati e il Centro Camuno di Studi Preistorici ad istituire una riserva con lo scopo di poter proseguire le ricerche e contemporaneamente tutelare tutto l’ambiente  circostante. Anche il territorio della riserva, infatti, è da considerare come una importante testimonianza storica dato che il suo attuale aspetto è il risultato del  millenario lavoro svolto dall’uomo per adattarlo alle sue esigenze.

DATI GEOGRAFICI
- Provincia : Brescia
- Comuni : Ceto, Cimbergo, Paspardo
- Comunita’ montana : di Valle Camonica
- Superficie : Ha 290
- Altitudine : da 420 a 1000

CARTOGRAFIA
-Tavola 1 : 25.000 I.G.M. F. 19 II SE
-Carta tecnica regionale 1 : 10.000
-Fotografia aerea 1980

DATI AMMINISTRATIVI
-Compresa nel VI elenco dei biotopi e geotopi, approvato con deliberazione della Giunta Regionale N. 30811 del 26 luglio 1983.
-Elencata tra le riserve naturali riportate nell’allegato A-b della L.R. n. 86 del 30 novembre 1983
-Proprietà : in parte privata in parte comunale
-Ente gestore Consorzio Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo, Paspardo con sede a Nadro di Ceto, via Piana 29    Tel 1364/433465

VISITE
Il perimetro della riserva e’ situato sul versante orografico sinistro della Valcamonica e coincide approssimativamente con le strade che collegano i  paesi di Nadro, Ceto, Cimbergo, Paspardo e Capo di Ponte. Il territorio e’ caratterizzato dalla presenza di boschi di Castagno e Betulla che, alle quote superiori  (caratterizzate in alcuni punti da grandi pareti rocciose verticali) sono sostituiti da Larice, Abete rosso e Pino silvestre.
Per agevolare la visita della Riserva delle incisioni rupestri gli operatori locali hanno elaborato percorsi che consentono di approfondire diversi ambiti : Archeologico, Ambientale, Etnografico, Storico ed Architettonico.

Aspetto archeologico
Le aree in cui è possibile visitare rocce con incisioni rupestri sono :

Il paese di Nadro rappresenta il punto di partenza ideale dato che qui si trovano tutti i servizi didattici e turistici di supporto ai visitatori ed alle scolaresche, primo fra i quali il Museo della Riserva. A nord del paese, attraverso un sentiero acciottolato è possibile dirigersi immediatamente alla località Foppe di Nadro: dopo 500 metri si incontrano già le prime rocce scolpite.

Nella zona centrale della riserva, all’inizio del paese di Cimbergo, si possono effettuare due escursioni :
Sentiero per Campanine  (alta) :  che consente di ammirare resti archeologici e rocce colpite.
Sentiero Campanine (alta) - Campanine (bassa) - Figna -Foppe di Nadro : che consente di vedere anche l’aspetto ambientale e paesaggistico (cascinali, recinti, ecc.)

Nel paese di  Paspardo, nella zona alta della Riserva, l’ambiente è quello tipico della fascia montana a conifere. Ai piedi del paese vi e’ un ampia zona  pianeggiante, delimitata da un lato dalla forra nella quale scorre il torrente Re, e dall’altro da grandi pareti di roccia. Vi sono numerose possibilità di visita sia all’interessante paesaggio sia ad altre incisioni rupestri  nelle località di: In Vall, Castello, Canneto, Sottolaiolo, Capitello dei 2 Pini e Dos Custapeta.

Più a valle, lungo la strada che conduce a Capo di Ponte, nella zona delle latifoglie, vi sono altre interessanti località tra cui : Scale di Paspardo, In Vitt e Deria.

Nel paese di Capo di Ponte vi è la sede del Centro Camuno di Studi Preistorici. Anche questo comprensorio è ricchissimo di rocce con incisioni rupestri, tanto che proprio qui, nel 1955, è stato istituito il Parco Nazionale di Naquane nel quale sono racchiuse, in un area di soli 30 ettari, ben 103 rocce scolpite. Sempre nel paese di Capo di Ponte si trova l’interessantissimo Museo d’arte e vita preistorica, nel quale è possibile ammirare (e provare di persona)  molte ricostruzioni dei vari utensili in uso dagli antichi Camuni.
Poco distante è possibile visitare il complesso Archeodromo - Rivivere la preistoria, ricostruzione sperimentale di un villaggio preistorico.

Periodo consigliato per le visite
La riserva è collocata in ambiente di media e alta montagna quindi la stagione meno indicata è ovviamente l’inverno, anche se nelle giornate di sole non è escluso che si possano fare piacevoli passeggiate anche in questa stagione.

COME SI ARRIVA

In auto : Tutti i paesi menzionati (Ceto, Cimbergo, Paspardo, Capo di Ponte ; Nadro) si raggiungono tramite l’autostrada Milano-Venezia, uscita ai caselli di Rovato e Palazzolo sull’Oglio, seguendo poi la tangenziale per Iseo. Si segue la statale 551, fino al paese di Darfo dove ci si immette nella statale del Tonale e della Mendola (n.42). La riserva si trova circa 8 Km. Dopo il paese di Breno.

In treno:  Da Brescia, prendendo il locale Brescia-Iseo-Edolo.

In pullman : linea Brescia-Edolo ; linea Milano-Bergamo-Darfo-Edolo

PUNTI DI RISTORO, INDICAZIONI UTILI
Essendo la zona molto frequentata da turisti e scolaresche vi sono molte possibilità di alloggio e ristoro. Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi alle pro loco o ai comuni interessati.