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Parco Oglio Nord

Il fiume Oglio, nasce nel paese di Ponte di Legno e termina nel mantovano quando incontra il grande Po'.
Attraversa una grande varietà di ambienti, da quelli incontaminati delle cime delle montagne, a quelli della popolosa Val Camonica, fino ad incontrare il Lago d'Iseo.



Il fiume Oglio, nasce nel paese di Ponte di Legno, ove si uniscono i torrenti Narcanello (proveniente dal ghiacciaio della Presena) e Frigidolfo (che giunge dalla Cima di Ercavallo, nel Parco dello Stelvio) ed il suo corso superiore è già stato segnalato, nella L.R. 30 Novembre '83, come "area di rilevanza ambientale" e fatto oggetto di un interessante studio depositato presso la Provincia di Brescia. Lungo il suo tragitto, che termina nel mantovano quando incontra il grande Po', attraversa una grande varietà di ambienti, da quelli incontaminati delle cime delle montagne, a quelli sempre più antropizzati della popolosa Val Camonica, fino ad incontrare il Lago d'Iseo. E' proprio quando si trasforma in emissario del Sebino che la Regione Lombardia ha deciso di porlo sotto la sua tutela.

La necessità di proteggere il corso inferiore dell'Oglio e i residui ecosistemi adiacenti alle sue sponde è risultata impellente considerato che, se nella prima parte del suo percorso ha dovuto fare i conti con la massiccia captazione delle sue acque per la produzione di energia idroelettrica e per scopi industriali nonchè con l'inquinamento dovuto alle acque non depurate delle decine di paesi che attraversa, in pianura rischia di perdere per sempre ogni connotazione naturale a causa dell'eccessiva cementificazione delle sue sponde e della completa trasformazione degli ambienti naturali che attraversa.
Si è deciso quindi che la sottile fascia di territorio che costeggia l'alveo del fiume, dal lago fino al Po', deve essere protetta.
In particolare, come vedremo in seguito, sono state individuate 8 riserve naturali per proteggere le zone umide e i boschi ripariali di maggior pregio, e quindi più esposti al pericolo di degrado. Sono tutte zone a ridosso del letto del fiume e quindi soggette, ove non completamente imbrigliate, a periodiche inondazioni in concomitanza con le piene stagionali, che si verificano prevalentemente in primavera ed in autunno.

I boschi, testimonianza delle antiche foreste che un tempo ricoprivano l'intera Pianura Padana, sono composti da Pioppi, Salici ed Ontani lungo le rive e da Farnia (Quercus robur) ed Olmo (Ulmus campestris) dove il terreno è più profondo e consolidato. In questo tipo di associazioni vegetali sono presenti numerose specie i arbusti tra i quali Sambuco, Biancospino, Nocciolo, Sanguinello, Rosa selvatica, Prugnolo, Fusaggine, Frangola. Tra queste essenze spesso spiccano alcune piante esotiche, che come spesso accade, sono piuttosto invadenti: l'Indaco bastardo e la Robinia. Anche il bosco italiano ha le sue "liane" : Caprifoglio giapponese (anch'esso esotico e distinguibile da quello nostrano perchè sempreverde), Edera, Vitalba e Luppolo sono spesso abbarbicati alle essenze legnose del sottobosco, a sua volta ricco di numerose ed interessanti specie di fiori.
Nel tratto centro-meridionale del Parco, all'epoca dell'istituzione delle Riserve naturali erano ancora ben rappresentati interessanti biotopi tra i quali rami morti del fiume, con interessanti aree paludose a canneto o con presenza di altre tipiche erbe palustri (magno-cariceto) ospitanti una flora ed una fauna ormai sempre più rare e localizzate nella nostra pianura; ghiareti, sabbioni e lanche che contribuivano a diversificare l'ambiente aumentandone la biodiversità. Ora le zone umide più rappresentative si sono molto ridotte a causa dell'incuria e della mancanza di effettiva protezione.

Per quanto riguarda la fauna come sempre sono gli uccelli ad essere maggiormente rappresentati, mentre tra i mammiferi è segnalata la presenza di Tassi, Donnole, Volpi e, soprattutto nella parte meridionale del parco le Nutrie. Quest'ultima specie, denominata anche "castorino", è stata importata in Italia come animale da pelliccia e, in seguito alla fuga di vari esemplari, ha invaso gran parte delle zone umide della bassa padana con grave danno all'ambiente ed alle coltivazioni. Nelle zone boscate gli uccelli più interessanti sono il Rigogolo, il Picchio rosso maggiore, il Torcicollo, il Colombaccio, l'Allocco, il Lodolaio ed il Nibbio bruno. I ghiareti e i sabbioni sull'alveo del fiume sono caratterizzati da un'avifauna caratteristica: Corriere piccolo, Piro piro piccolo, Cappellaccia. Durante le migrazioni è possibile vedere molte specie di passo tra cui ardeidi (aironi), limicoli e molti passeriformi. Nelle zone con acque ferme e tra i canneti vivono varie specie caratteristiche tra cui Gallinelle, Folaghe, Cannaiole e alcune specie di anatre e limicoli (soprattutto svernanti).

DATI GEOGRAFICI
Province: Bergamo, Brescia, Cremona - Comuni per la provincia di Brescia : Sarnico, Paratico, Capriolo, Palazzolo sull'Oglio, Pontoglio, Urago d'Oglio, Rudiano, Roccafranca, Orzinuovi, Villachiara, Borgo S. Giacomo, Quinzano d'Oglio, Verolavecchia, Pontevico, Alfianello, Seniga. - Comunità montane : Monte Bronzone, Basso Sebino - Superficie : 14.170 ha

Oglio Nord

DATI AMMINISTRATIVI
Elencato tra i Parchi Naturali nell'allegato Aa della L.R. 30 Novembre 1983, n.86 - Istituito con delibera della L.R : 16, Aprile 1988, n.18 - Ente gestore: Consorzio Parco Oglio Nord - Sede: Piazza Garibaldi, 15 - 25034 Orzinuovi (BS) Tel: 030/9942033 Fax: 030/9946564 E-mail: parco.oglio.nord@tin.it Alcuni significativi cenni storici All'inizio degli anni '80 la Regione Lombardia prese in seria considerazione la necessità di salvaguardare vari ambienti naturali di particolare valore che, senza una adeguata protezione, rischiavano di scomparire, con gravi conseguenze per la salute di un territorio già gravemente compromesso dall'industrializzazione e dalla speculazione edilizia. La legge regionale sulle aree protette del 30 Novembre 1983 ha messo a punto un piano generale con l'elenco di 19 parchi naturali, 53 riserve naturali, 13 monumenti naturali e 35 aree di rilevanza ambientale. Dei 19 parchi naturali, 8 vennero istituiti all'entrata in vigore della legge stessa, mentre per altri furono stabiliti dei termini: il Parco dell'Oglio, che interessa il corso del fiume dalla sua uscita dal lago d'Iseo fino all'immissione nel Po', avrebbe dovuto essere istituito entro il 31 dicembre del 1983. Venne così organizzato un Comitato di proposta che, con un notevole lavoro, determinò i confini amministrativi ed individuò le zone di maggior valore naturalistico ed ambientale.

Nel 1985 vista la lentezza nell'iter di formazione, il parco venne diviso in Oglio Nord e Oglio Sud. La definitiva legge di istituzione fu pronta solo nel 1988 ma per rendere operativo il parco era ancora necessario effettuare studi per il piano di gestione, trovare una sede al parco, nominare un ente gestore.... si trattava infatti di mettere d'accordo 4 province (Brescia, Mantova, Bergamo e Cremona), e ben 50 comuni! Il parco dell'Oglio Sud riuscì ad avere tutto questo nel 1992, il Parco dell'Oglio Sud ha raggiunto questo traguardo nel 2005. Fortunatamente la Regione, visto il ritardo operativo, già nel 1986 istituì una serie di 8 riserve naturali per tutelare gli ambienti più minacciati: Isola Uccellanda, Bosco di Barco, Bosco de l'Isola, Bosco della Marisca, Lanche di Azzanello, Boschetto della Cascina Campagna, per l'Oglio Nord; Lanca di Gabbioneta e Torbiere di Marcaria per l'Oglio Sud. Tra queste le prime 3 hanno gli ambienti più significativi in territorio bresciano.

Fiume OglioQueste Riserve, con una buona gestione di tutto il Parco dell'Oglio Nord, potrebbero esserne il fiore all'occhiello, da additare ai visitatori come zone particolarmente pregiate, degne della massima protezione. Le aree limitrofe, tramite strutture e percorsi opportunamente studiati per non arrecare danni all'ambiente, potrebbero rappresentare una grande occasione di conoscenza, soprattutto per i nostri ragazzi, di ambienti ormai talmente rari da essere quasi scomparsi: il bosco ripariale di pianura, il ghiareto e tutti i tipi di zone umide che un fiume è capace di creare. Finora queste zone hanno rappresentato solamente una serie di vincoli e divieti, spesso poco rispettati e comunque mal sopportati alle popolazioni locali. Si spera che l'istituzione di una sede e di un Consiglio di amministrazione possano finalmente rendere giustizia al valore di questa importante area protetta, con interventi realmente mirati alla salvaguardia di un ambiente sempre più raro e minacciato.

VISITE
Nel 2005 è stata creata a Torre Pallavicina, la sede delle Guardie Ecologiche del parco nel Complesso "Mulino di basso". In queste pagine verranno dettagliatamente prese in esame la Riserva del Bosco dell'Isola, la Riserva del Bosco di Barco e la Riserva dell'Isola Uccellanda. Tutte e tre queste riserve sono visitabili tramite una serie di sentieri che le attraversano e, dove è presente, dalla strada alzaia, inoltre sono costeggiate da varie strade sterrate (capezzagne) di accesso ai poderi o alle cascine della zona.
A questo proposito è interessante il progetto dell'Ufficio Ambiente Naturale della provincia di Brescia in collaborazione con l'Azienda Regionale delle Foreste per la realizzazione di un percorso ciclabile che, sfruttando le strade e i sentieri già nominati, permetterebbe di collegare tra loro, costeggiandoli, tutti gli ambienti naturali più significativi a partire da Roccafranca fino a Borgo S. Giacomo. La pista ciclabile non passerebbe comunque nel cuore delle riserve per evitare di compromettere questi delicati e già minacciatissimi ecosistemi. importante inoltre segnalare che in moltissimi paesi che si affacciano sulle sponde dell'Oglio conservano antiche vestigia del passato tra cui numerosi castelli e rocche. Periodo consigliato per le visite I periodi migliori sono la primavera e l'inizio dell'estate per la presenza di molte specie di uccelli in canto e per le interessanti fioriture.


a cura di STEFANIA CAPELLI