Intorno ai 1300 metri il bosco prenderà il nome di Pecceta montana dato che sarà dominato dalla presenza dell'Abete rosso detto anche Peccio. Salendo ancora avremo consociazioni di Abete rosso e Larice, il quale diventerà la specie arborea più rappresentativa delle quote superiori della Riserva, con esemplari isolati e spesso contorti a causa della neve e dei forti venti. Altra specie caratteristica del livello superiore della vegetazione è l'Ontano verde che occupa le zone più umide dove crea delle fitte boscaglie. I pascoli in quota sono piuttosto depauperati, a causa dell'eccessivo pascolamento di bovini ed ovini avvenuto in passato, che ha determinato la diffusione di una specie di erba molto dura e resistente, non gradita agli animali: il Nardo (Nardus stricta). Restano comunque molte zone dove poter ammirare ricchissime fioriture primaverili ed estive tipiche degli ambienti montani.
Dal punto di vista geologico la zona è dominata dalla presenza di rocce di tipo calcareo, sono infatti presenti rocce stratificate di tipo calcareo-marnoso, calcari dolomitici, arenarie, siltiti e calcari massicci. La presenza di rocce calcaree favorisce la presenza di specie floristiche particolarmente interessanti la cui presenza è fortemente subordinata a questo tipo di terreno.
Tra queste si possono menzionare il Rododendro irsuto, alcuni tipi di primule a fiore rosa, le Sassifraghe, la Globularia, ecc.
La motivazione che ha spinto alla tutela dei Boschi del Giovetto è comunque la presenza di una ricca popolazione di Formica lugubris, molto simile alla Formica rufa, che costruisce nelle abetaie dei vistosi nidi alti fino ad un metro, utilizzando gli aghi delle conifere.
Queste formiche, unitamente ad altre due specie simili, sono rigorosamente protette per la loro grande importanza ecologica in quanto sono i principali nemici naturali della Processionaria del Pino. Una specie di lepidottero molto dannoso allo stadio larvale, quando i bruchi costruiscono tra gli aghi delle piante grandi bozzoli sericei in grado di contenere centinaia di individui che ogni notte escono in lunghe file per nutrirsi, defoliando con grande voracità anche interi alberi.
I bruchi della processionaria lasciano cadere dalle piante, specie vicino ai nidi un liquido fortemente irritante, sono inoltre dotati di peli molto urticanti che possono provocare gravi irritazioni alla cute, agli occhi ed alle vie respiratorie.
Attualmente i boschi maggiormente colpiti nelle nostre zone sono quelli rimboschiti artificialmente con Pino nero che, non essendo specie autoctona, risulta meno resistente all'attacco dei parassiti.
Già nel 1949, gli entomologi dell'Università di Pavia hanno tentato di trasferire queste formiche nei luoghi maggiormente infestati dalla processionaria dando inizio così alla lotta biologica a cui oggi si ricorre sempre più frequentemente per limitare l'uso dei prodotti chimici. Molti prelievi sono stati effettuati nei Boschi del Giovetto per combattere efficacemente attacchi parassitari sia in Italia che all'estero; la salvaguardia di questa popolazione di Formica lugubris riveste quindi un particolare significato scientifico anche per effettuare studi comparati tra l'evoluzione del gruppo originale e le colonie trapiantate in altre località.
La fauna della riserva è molto ricca e varia ed annovera la presenza della maggior parte delle specie di uccelli e mammiferi tipici degli habitat alpini.
DATI GEOGRAFICI
-Provincie Bergamo, Brescia
-Comuni: Azzone, Borno
-Comunità montane: Val di Scalve, Valle Camonica
-Superficie: ha 674,91
-Altitudine: m. 800-1800
CARTOGRAFIA
-Tavola I.G.M. F. 34 IV NE
-Fotografia aerea 1980
DATI AMMINISTRATIVI
-Istituita con deliberazione del Consiglio regionale n. 895 del 30 Gennaio 1985 ai sensi della L.R. 30 Novembre 1983, n. 86
-Compresa nel I elenco dei biotopi e geotopi approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 471 del 3 Dicembre 1981
-Elencata tra le riserve naturali riportate nell'allegato A-b della L.R. 30 Novembre 1983, n.86
VISITE
" Circa 300 mt. oltre Croce di Salven, imboccare sulla destra una stradina (segnavia n. 102). Dopo pochi minuti, oltrepassato il ponte su un torrente, una piccola struttura di legno ci segala che stiamo entrando nella Riserva naturale denominata Boschi del Giovetto di Paline. La stradina,(...) porta a guadare un secondo ruscello (Val Marsa) per poi riprendere in lieve pendenza. Una sorgente e due fontane, ricavate da tronchi d'albero precedono un breve tratto in salita.
L'itinerario continua immerso nel verde del bosco, transita vicino ad una fontanella e con una salita arriva ad uno spiazzo erboso. Qui, continuando dritti, si giunge, dopo pochi minuti e con un ultima breve salita, al Giovetto di Paline. (...) Giunti al passo inizia una lunga e costante discesa, nelle immediate vicinanze della stradina si possono notare alcuni nidi della formica rufa. Proseguendo nel bosco per circa un chilometro si giunge ad un bivio segnalato sulla sinistra da una struttura in legno. Per chi volesse proseguire per la strada principale si giunge alla bella Valle Gogna, per poi entrare nell'abitato di Azzone e da qui si può continuare per una comoda strada asfaltata fino a Schilpario. Se si prosegue invece per la strada a sinistra del bivio, si continua fino a giungere nei pressi di uno spiazzo in cui si può osservare una carbonaia. Da qui la strada prosegue per boschi e prati e con una impegnativa discesa si giunge all'abitato di Dosso.(...)".
Da "Percorsi da riscoprire" Biblioteca civica di Borno, 1992
L'ingresso all'area è libero, per eventuali visite guidate ci si può rivolgere al vivaio ARF di Borno Tel. 0364\41284. L'indirizzo del Comitato di gestione della riserva è: Via Aldo Moro - Breno Tel. 0364\22615\320379. Nel paese di Azzone è in allestimento un Centro visite che si prevede sarà ultimato entro l'estate.Per visite guidate ci si può rivolgere anche al numero telefonico 0364\22615. E' in programma anche l'allestimento del centro visite di Paline.
Periodo consigliato per le visite
L'estate è il periodo migliore per una gita in qualsiasi località di montagna. Tempo permettendo sono interessanti anche la primavera, per le ricche fioriture e l'autunno per i suoi colori.
COME SI ARRIVA
In auto: Autostrada Milano-Venezia, uscita ai caselli di Rovato e Palazzolo sull'Oglio e seguendo la Tangenziale per Iseo. Arrivati ad Iseo si segue la Statale 510 che costeggia la sponda bresciana del Lago di Iseo fino all'altezza del paese di Cividate Camuno, dove si svolterà a sinistra per Ossimo. Di qui, tenendo la sinistra, si seguiranno le indicazioni per Borno. Proseguendo sempre sulla stessa strada si giungerà alla frazione Croce di Salven dove si lascerà l'auto.
In pullman: partendo Brescia pullman di linea fino a Boario, dalla stazione di Boario con i pullman della "Sabba", si giunge a Boario.
In treno + pullman: utilizzando il treno della Val Camonica Brescia-Edolo fino alla stazione di Boario e quindi tramite gli autotrasporti "Sabba" fino a Borno.
PUNTI DI RISTORO, INDICAZIONI UTILI
La vocazione turistica del paese di Borno permette di trovare un'ampia scelta di alloggi e ristoranti, per indicazioni più precise è possibile rivolgersi alla Pro loco di Borno, Viale Giardini, 3 Tel. 0364\41022. Anche il CAI di Borno è reperibile allo stesso recapito. L'ufficio del Corpo Forestale si trova in Via F. Pizzoli - Borno Tel. 41009. Il recapito telefonico del paese di Azzone è 0346\54001, quello del paese di Borno 0364\41000. Nel vicino paese di Schilpario è possibile visitare il Museo etnografico.
A cura di Stefania Capelli

Alle quote inferiori, tra gli 800 e i 1000 mt. troviamo delle zone coltivate a prato da pascolo o da sfalcio e molti esemplari di Faggio che, un tempo sicuramente molto più diffuso, in alcuni boschi rappresenta ancora la specie dominante. Più in alto questa specie, in grado di assumere forme maestose, si troverà associata all'Abete bianco e all'Abete rosso coi quali forma degli interessanti boschi misti.