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Parco nazionale dello Stelvio

Si estende per ben 134.620 ettari e rappresenta
la più vasta area protetta
del nostro Paese ed una delle
maggiori d'Europa.


Il suo territorio si estende sull'intero gruppo montuoso dell'Ortles-Cevedale e confina a Nord con la Val Venosta e la Valle Monastero nonche' col confine svizzero; a Est con lo spartiacque della Val d'Adige, tra Laces e la Val d'Ultimo e dalle testate della Val Rabbi e Pejo; a Sud dall'Alta Val Camonica, tra Edolo e Ponte di Legno e dalla Val di Sole, tra il Tonale e Malè; a Ovest dalla Valtellina, tra Sondalo e Livigno.

All'interno di questo vastissimo comprensorio si trovano 102 ghiacciai, centinaia di cime montuose, oltre 40.000 ettari di foreste di conifere, una cinquantina di laghi di origine glaciale.
Il parco e' stato istituito nel 1935 ed inizialmente si estendeva su un territorio di 96.000 ettari; nel 1977 è stato ampliato di ulteriori 38.000 ettari includendo così il gruppo montuoso Gavia- Sobretta-Serottini, parte in provincia di Brescia, e le alte valli dell'Adda e dello Spoll che, trovandosi in provincia di Sondrio, confinano col Parco Nazionale Svizzero.

La comunicazione tra questi due grandi parchi è di particolare importanza in quanto si viene così a creare un'unica grande area protetta internazionale di oltre 152.000 ettari che consente tra l'atro la migrazione di alcune specie: d'inverno infatti cervi, camosci e stambecchi, abbandonano le gelide foreste settentrionali del Parco svizzero per rifugiarsi sui versanti italiani dove il clima è più accettabile.
Nel Parco dello Stelvio predomina l'ambiente di alta montagna avendo circa il 72 % del suo territorio a quote che vanno da 2.000 ad oltre 3.000 metri di altezza.

Tra i numerosi ghiacciai il più imponente è quello dei Forni che, con i suoi 2.000 ha, è il più esteso ghiacciaio di tipo himalaiano dell'arco alpino. Altri maestosi ghiacciai si trovano sul Monte Cevedale e sull'Ortes.
In provincia di Trento abbiamo il bacino glaciale del Careser. Altri spettacolari ghiacciai sono quello della Val di Lasa e quello del Monte Sobretta.

Le rocce del parco si possono dividere in due grandi gruppi: il complesso cristallino composto da filladi, gneiss e micacisti ed il complesso calcareo composto da calcari, dolomie, marne e gessi. In alcune zone del parco è possibile ammirare le diverse composizioni minerali, tra queste meritano di essere citate la Cima Miniera in Val Zebrù ove vi è un giacimento di minerali di ferro; la Val Martello dove si possono ammirare grandi fasce di pegmatiti con vistosi cristalli di tormalina. Altre località in cui si possono trovare interessanti e varie formazioni di minerali sono le selvagge valli di Dombastone sui monti Serottini. Dal punto di vista alpinistico il parco, con le sue cime offre innumerevoli possibilità di escursioni che vanno dalle semplici passeggiate fino alle più impegnative arrampicate in parete. Un'ottima rete di efficienti rifugi garantisce agli appassionati un valido punto di appoggio che permette di affrontare l'ascensione a tutte le principali vette del parco. Senza nulla togliere alle altre numerose montagne, meritano particolare menzione il Gran Zebrù, l'Ortles, il Cevedale, il Tresero, la Cima Venezia, la Cima Sternai, la Cima Vertana ed il Pizzo dei Tre Signori .

Nel territorio del Parco Nazionale dello Stelvio sono state censite circa 2300 specie di fiori, molti dei quali possono essere ammirati nell'Orto botanico di Bormio. Tutti i fiori sono protetti. Il periodo di massima fioritura si ha tra giugno e luglio, quando Crochi (Crocus vernus), Non ti scordar di me (Myosotis) e Viole, lasciano posto alle Genziane sia blù (kochiana e verna) che gialle ( lutea e punctata) ed alle rare e protette primule rosa (irsuta, minima e daonensis).Tra le specie rare vi sono la Scarpetta di Venere ed il Giglio martagone. Ad alta quota fioriscono numerose specie, che a volte formano incantevoli cuscinetti incastonati tra le rocce tra questi le Sassifraghe e la Silene acaulis. Nelle zone umide, come le torbiere alpine sono frequenti i piumini degli Eriofori, la rara Paludella squarrosa o le carnivore Pinguicola alpina e le Drosere. Le specie arboree prevalenti sono l'Abete rosso ed il Larice mentre Pino mugo, Pino cembro, Pino silvestre e Abete bianco sono meno frequenti. Le latifoglie sono poco presenti all'interno del parco tranne gli Ontani, soprattutto quello verde.

Nel Parco dello Stelvio è possibile trovare tutte le specie di animali tipici delle Alpi. Tra gli ungulati il più diffuso è il Camoscio che vive alle alte quote, nei boschi vivono invece Caprioli e Cervi. Lo Stambecco, che condivide più o meno l'habitat del Camoscio e che era scomparso verso il 1700 a causa della caccia, sta ripopolando il parco da quando è stato reintrodotto alla fine degli anni 60. Cospicua è anche la presenza della fauna minore di cui il rappresentante per eccellenza è la Marmotta. Di difficile avvistamento per le loro abitudini elusive e\o notturne Lepri alpine e comuni, Volpi, Scoiattoli, Faine, Donnole, Ermellini e Tassi. Tra gli uccelli il più famoso è l'Aquila reale, simbolo del parco, il cui volo maestoso può essere ammirato, per quanto riguarda il settore bresciano del parco, in Valle delle Messi ed in Val Canè. Altri uccelli da preda sono l'Astore e lo Sparviere abitatori dei boschi e tra i notturni il grande Gufo reale, il Gufo comune e, tipiche degli ambienti montani la Civetta nana e la Civetta capogrosso. Altre prestigiose presenze sono date dai Tetraonidi tra cui il magnifico e raro Gallo cedrone che vive soprattutto nei boschi della Val Martello e della Val di Rabbi; il Gallo forcello, la Pernice bianca ed il rarissimo Francolino di monte. Tra gli altri uccelli meritano menzione la rara Coturnice e numerose specie di Picchi tra i quali il bellissimo P. nero, il P. verde ed il P. rosso. Altro stupendo volatile, abitatore delle rupi di alta quota è il Picchio muraiolo. Tra i corvidi abbiamo il Corvo imperiale, il Gracchio alpino e corallino, la Ghiandaia e la Nocciolaia.

DATI GEOGRAFICI
Provincie: Sondrio, Brescia, Trento, Bolzano Comunità Montane: n. 21 dell'Alta Valtellina, n. 5 dell'Alta Valcamonica Comuni: Bormio, Glorenza, Laces, Lasa, Livigno, Martello, Pejo, Ponte di Legno, Prato Stelvio, Rabbi, Silandro, Sondalo, Temù, Tumbre, Ultimo, Valdidentro, Valdisotto, Valfurva, Vezza d'Oglio, Vione Superficie: ha 134.620, di cui 61.823 in Lombardia e 72.797 in Trentino Alto Adige Quota minima: 640 m s.l.m. a Laces in Val Venosta Quota massima: 3.905 m s.l.m. Valli Lombarde: V. di Livigno, Valdidentro, V. di Cancano, V. del Braulio, Valfurva, V. Zebrù, V. Cedec, V. dei Forni, V. di Gavia, V. di Rezzalo, V. Grande, V. Canè, V. delle Messi, V. di Viso; Valli Trentine: V. di Pejo, V. de la Mare, V. del Monte, V. di Rabbi Valli Alto Atesine: V. d'Ultimo, V. Venosta, V. Martello, V. di Lasa, V. Solda, V. Trafoi, V. Monastero

DATI AMMINISTRATIVI
- Legge istitutiva: R.D. 24\41935, n. 740 - Regolamento di applicazione: D.P.R. 30\6\1951, n. 1178 - Legge regionale Trentino Alto Adige del 7\9\1964, n.30, D.P.R. 23\3\1074, n.29 - Ampliamento del Parco: D.P.R. 23\4\1977 - Precisazione dei confini: D.P.R.26\9\1978; D.P.R. 24\7\1977, N. 616 - Leggi provinciali di Bolzano sulla tutela della natura e dell'ambiente - Leggi provinciali di Trento sulla tutela della natura e dell'ambiente - Legge quadro della caccia del 27\12\1977, n. 968 - Vincolo idrogeologico: R.D.L. 3267\23 - Vincolo bellezze naturali. Legge 1497\39

VISITE
Nel Parco nazionale dello Stelvio esistono ben 600 KM di sentieri e mulattiere segnati ed attrezzati con una speciale segnaletica, alla quale fanno riferimento le carte geografiche e la guida disponibili presso la Direzione del parco o gli uffici periferici. Lungo i percorsi sono stati collocati posti di sosta e da picnic, punti di osservazione e tabelle segnaletiche con cartine e notizie della zona circostante. Nel Parco potremo trovare bellezze naturali altrove scomparse : questo perchè le persone che ci hanno preceduto hanno rispettato alcune norme dettate oltre che dal buon senso anche dalla direzione del Parco che prevede tra l'altro pesanti sanzioni a chi non le rispetta:
Non cogliete fiori, nemmeno i più comuni
Rispettate gli animali
Non provocate rumori inutili ( schiamazzi, radio. ecc.): il silenzio qui è il padrone di casa
Non rovinate i prati con fuoristrada, motociclette, ecc.
Non accendete fuochi
Non abbandonate i rifiuti dappertutto: se siamo stati in grado di portarci fino in cima il picnic, sarà ancora più semplice riportarne a casa i resti. Esistono comunque i cestini!
Lasciate a casa i cani, spaventano la fauna selvatica

Periodo consigliato per la visita
Per le escursioni alpinistiche ovviamente la stagione migliore è l'estate, tenendo presente che per migliori osservazioni faunistiche e' molto interessante la tarda primavera, anche se sarà indispensabile raddoppiare i nostri sforzi per evitare di arrecare disturbo nella delicata fase delle nidificazioni per gli uccelli, del risveglio per le marmotte e dell'allevamento della prole per gli ungulati. Per gli sport invernali la zona è ottimamente attrezzata con gli impianti di risalita, le piste di fondo e addirittura la scuola di Sle-dog nei pressi del Passo del Tonale.

COME SI ARRIVA
Considerata la vastità del Parco si prenderà qui in considerazione solamente il settore bresciano. In auto: Autostrada Milano-Venezia , uscita ai caselli di Rovato e Palazzolo sull'Oglio; Statali da Brescia, Bergamo, Bolzano, Trento e Valtellina. La Valcamonica è direttamente unita alla Valtrompia (Breno-Passo Croce Domini-Collio Km 48,5) e alla Valsabbia (Breno-Val di Caffaro-Lago d'Idro Km 50) In treno: da Brescia prendendo la linea ferroviaria locale BRESCIA-ISEO-EDOLO e scendendo a Edolo. Per proseguire verso l'Alta Valle Camonica, fino a Ponte di Legno o il Passo del Tonale si utilizzerà il pullman di linea ( tel.0364\72578) Accesso alle principali valli del bresciano: per la Val Grande si parte dal paese di Vezza d'Oglio seguendo le indicazioni per la frazione Tu, raggiunta la quale si lascia l'auto e si segue la mulattiera che lasciando l'abitato costeggia alcune baite; arrivati al Torrente Grande attraversato da un ponte, si proseguirà per la mulattiera proveniente da Grano (sentiero n. 2.). Alla Val Canè si accede seguendo la statale per Ponte di Legno fino all'incrocio per Vione, si seguira' quindi la stretta strada fino alla frazione Canè, al termine della quale, un ampio parcheggio per la sosta dell'auto, segna l'inizio dell'escursione. Alla Valle delle Messi si giunge tramite la strada che da Ponte di Legno conduce al Passo del Gavia, a circa 6 km dal paese si raggiunge la località S. Apollonia dove una stradina sterrata, passando vicino alle case Sillizzi arriva ad un'ampia zona attrezzata per il campeggio o il picnic. Superata quest'ultima, costeggiando il vivace torrente Frigidolfo, si inizia l'escursione, che ci potrà portare al Bivacco Linge oppure seguendo le indicazioni, al Passo di Pietra Rossa o al Passo del Gavia innestandosi sull'Alta Via Camuna (sentiero n. 2). Per la Valle di Viso sarà necessario seguire la strada che collega Ponte di Legno con Pezzo seguendo le indicazioni per la località Case di Viso, raggiunta la quale si può partire per varie escursioni molto interessanti seguendo i vari segnavia sui quali sono indicati i numeri dei vari sentieri. Alcune delle mete che di qui si potranno raggiungere sono i Laghi di Ercavallo, il Rifugio Bozzi, il Passo dei Contrabbandieri.

PUNTI DI RISTORO, INDICAZIONI UTILI SERVIZI DEL PARCO
La direzione del parco ha allestito quattro Centri d'Informazione dotati di sala proiezioni e sala espositiva. Questi centri sono aperti tutto l'anno e si trovano: BORMIO: Via monte Braulio SILANDRO: Via dei Cappuccini RABBI: località Bagni di Rabbi COGOLO. Via Provinciale Vi sono anche sette Posti di Custodia ai quali ci si può rivolgere per avere informazioni e notizie sul Parco e per programmare le visite guidate che si trovano a : Isolaccia di Valdidentro, Uzza di Valfurva, Sondalo, Temù, S. Gertrude d'Ultimo, Ganda di Martello, Prato allo Stelvio. In Località Rovinaccia, a Bormio, è stato allestito un Giardino botanico alpino, organizzato per ricevere anche scolaresche e comitive, dove si potranno ammirare le più belle specie di fiori del parco, suddivise a seconda del loro ambiente tipico. Sopra l'abitato di S. Caterina Valfurva si trova il Centro Faunistico del Parco, in cui sono ospitati alcuni cervi. RIFUGI In Lombardia sono: 5? Alpini in Val Zebrù, Pizzini e Casati in Val Cedec, Branca in Val dei Forni, Bernasconi e Berni in Val di Gavia, Bozzi in Val di Viso; Nel Trentino: Mantova al Vioz, Larcher al Cevedale, Dorigoni in Val di Rabbi; In Alto Adige: Canziani in Val d'Ultimo, Laghi Corvo al Passo di Rabbi, Corsi in Val Martello, Città di Milano, Serristori, Tabaretta, Coston in Val Solda, Rododendri, Payer, Borletti e Forcola in Val Trafoi.

BIVACCHI FISSI
Lombardi al Monte Cief, Pelliccioli alla Thurwieser, Città di Cantù al Monte Zebrù, Meneghello al Colle degli Orsi, Borletti alla Punta Tabaretta, Colombo al Colle delle Rosole. Essendo il Parco dello Stelvio una nota e frequentata area turistica sono presenti praticamente in ogni località moltissime strutture alberghiere. L'Azienda di Promozione Turistica della provincia di Brescia ha all'interno del Parco un ufficio a Ponte di Legno: Corso Milano, 41 - 25056 PONTE DI LEGNO Tel 0364\91122-91949, mentre sempre in zona c'è l'ufficio di Edolo: Piazza Martiri della Libertà, 2 - 25048 EDOLO Tel. 0364\71065. Per informazioni turistiche ci si può rivolgere alle seguenti Pro-loco: Vezza d'Oglio, presso il municipio, tel. 0964\76131 e Temù, Via Roma, tel. 0364\94152. Comunità Montana dell'Alta Vallecamonica: Breno: Via Aldo Moro, tel. 0364\320028-320181. Consorzio per lo sviluppo turistico dell'Alta Vallecamonica: Edolo, tel. 0364\71378. Guide alpine di Vallecamonica: tel. 0364\91301. Stazioni di Soccorso alpino: tel.115. CAI di Edolo : tel. 0364/73306 (mercoledi' e sabato). APT di Edolo : tel. 0364/71065

a cura di STEFANIA CAPELLI