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Animazioni, laboratori
e interventi spettacolari
su temi di astronomia e di fisica.
In viaggio con le stelle
Sotto la cupola di un Planetario viene rappresentato l'aspetto del cielo,
i suoi moti e i cambiamenti che si riscontrano osservando il firmamento da punti
di diversa latitudine.
Una
delle lezioni classiche in un Planetario è quella che simula una sorta
di viaggio tra i poli e l'equatore. Al Planetario di Lumezzane questo viaggio
può essere intervallato da alcune sequenze di teatro d'animazione grazie
all'intervento ideato dall'Osservatorio Serafino Zani e dalla Cooperativa Teatro
Laboratorio. Questo viaggio simulato è infatti diviso in quattro tappe
ciascuna delle quali è caratterizzata da una breve rappresentazione di
teatro d'animazione. Una speciale struttura è stata appositamente realizzata
sotto la cupola del Planetario per queste rappresentazioni con marionette e
ombre.
Quando si giunge ad esempio alla latitudine del centro Europa viene
presentata una animazione con alcune marionette cecoslovacche, mentre quando
appare il cielo visibile dal Mediterraneo ha luogo una sequenza di teatro d'ombre
greco "Karaghiosis". Le successive due tappe di questo viaggio dall'emisfero
boreale a quello australe sono rispettivamente caratterizzate dall'apparizione
delle figure del teatro d'ombre indonesiano "Wayang Kulit" e da un dialogo a
soggetto astronomico tra due burattini "Mamulengo" del Brasile. Al termine i
ragazzi hanno l'opportunità di vedere da vicino i materiali e gli strumenti
utilizzati durante la rappresentazione.
L'affascinante
mondo delle ombre
L'eclisse totale di Sole dell'11 luglio 1991
fotografata da La Paz (Messico).
Foto Geospace d'Aniane.
L'11 agosto 1999 si è verificata una eclissi
totale di Sole visibile in diversi paesi del Centro Europa.
In occasione di quello spettacolare fenomeno è stato ideato un originale laboratorio didattico interdisciplinare intitolato "L'affascinante mondo delle ombre".
L'intervento abbina un laboratorio
di astronomia ad uno sul teatro delle ombre.
Gli argomenti del laboratorio di astronomia (prima lezione) sono
i seguenti:
- Le ombre scure e quelle
colorate (aspetti ottici del fenomeno delle
ombre; i colori fondamentali e quelli complementari)
- Il Sole, la misura del tempo e le ombre del tempo (gli orologi solari).
- Le grandi ombre della natura: le eclissi di Luna e di Sole.
- Dove e come osservare le prossime eclissi.
Il laboratorio termina con la realizzazione di alcuni modellini di orologi
solari costruiti con carta, forbici e colla.
Gli argomenti del laboratorio sul teatro d'ombre (seconda lezione) sono invece i seguenti:
- Introduzione al teatro
d'ombre;
- Proiezione a vista con figure tradizionali del teatro d'ombre;
- Costruzione delle ombre.
L'attività
termina con la costruzione di ombre per l'allestimento di una sequenza animata
(terza lezione) dedicata agli argomenti di fisica e astronomia trattati nella
prima lezione.
E' una "lezione"
che consiste nello svolgimento spettacolare di alcuni esperimenti scientifici
che, grazie anche alle semplici e ingegnose apparecchiature utilizzate ("exhibits
interattivi"), coinvolgono direttamente il pubblico, facendolo diventare attore
oltre che spettatore.
Gli esperimenti svolti, per il loro esito sorprendente ed immediatamente
percepibile, sono tali da stimolare l'innata curiosità di tutti e permettono
dunque di avvicinare a temi di interesse scientifico persone (studenti e non)
con interessi e livelli culturali molto diversi fra loro.
La "lezione" può essere concordata nei suoi contenuti in
modo da privilegiare particolari temi e può anche essere associata ad
altre attività di interesse scientifico come mostre, laboratori, proiezioni.
Per informazioni e prenotazioni
rivolgersi alla Cooperativa Teatro Laboratorio, via Balardini 10, Brescia, te.
030/23 06 512, fax 030/23 02 857. I programmi relativi alle attività
di divulgazione scientifica possono essere richiesti al Centro studi e ricerche
Serafino Zani, via Bosca 24, 25066 Lumezzane (BS), tel. 030/87 21 64, fax 030/87
25 45.
Il Laboratorio è iniziato con un "corso di aggiornamento" cui hanno partecipato
27 insegnanti di tutte le aree disciplinari. I contenuti del corso sono stati
"aria e acqua" e "cielo e orientamento". La metodologia ha implicato il coinvolgimento
globale dei partecipanti, dal fare gli esperimenti, al piano del linguaggio
e della espressività. Quasi tutti gli esperimenti sono stati realizzati
con materiali economici e facilmente reperibili. Dei materiali didattici
a stampa hanno via via dato chiarezza e offerto spunti di riflessione al percorso
didattico svolto.
Al corso di aggiornamento hanno fatto
seguito, sugli stessi temi, numerosi incontri-laboratorio con alcune classi
(in particolare le III delle scuole di Manerba e S.Felice) e nuovi incontri
con gli insegnanti delle medesime classi (e aperti agli altri insegnanti).
Per tutti (conduttori del Laboratorio,
insegnanti e alunni) un'esperienza giocosa e appassionante, ricca di spunti
di riflessione e di possibilità di sviluppo. In particolare è
stata preziosa la collaborazione degli insegnanti che hanno in vari modi favorito
e valorizzato l'intervento esterno presso le loro classi. Gli scritti
e i disegni degli alunni, individuali e collettivi, ne sono una meravigliosa
conseguenza e arrichiscono il materiale didattico dell'esperienza.
VIAGGIO NELL'ARIA E NELL'ACQUA
L'aria e l'acqua sono materia e materiali che ben si prestano ad osservazioni
ed esperienze nell'ambito dei "fenomeni fisici e chimici". Ma l'aria e l'acqua
sono anche elementi primari dell'ambiente e di tutti gli organismi viventi.
Il nostro viaggio è cominciato con questa consapevolezza. Ad occhi chiusi
abbiamo associato l'aria al respiro, abbiamo provato gratitudine per l'aria
che ci nutre e che tanto, tanto tempo fa ha contribuito, insieme all'acqua,
alla terra e al fuoco, a far nascere la vita. Poi, quasi chiedendo loro il permesso,
abbiamo cominciato a giocare con l'aria e con l'acqua, ponendoci delle domande
su come le percepiamo, come sono fatte e come si comportano, e cercando di rispondere
a queste domande non solo in base alla nostra esperienza, ma anche facendo degli
esperimenti.
All'inizio i partecipanti al laboratorio
hanno lavorato in piccoli gruppi ad esperimenti diversi e poi ogni gruppo ha
ripetuto l'esperimento per tutti. Altre volte l'esperimento, sotto forma di
un piccolo "gioco scientifico" da realizzare, è stato lo stesso per tutti.
Altre volte ancora il conduttore ha svolto un esperimento come una dimostrazione,
ma facendosi aiutare da volontari ed incoraggiando in tutti i partecipanti l'attenta
(anche silenziosa!) osservazione e poi l'espressione delle proprie idee o spiegazioni.
Ogni idea o spiegazione è degna di rispetto perché ha una sua
motivazione basata sull'esperienza personale. Importante non è avere
l'idea "giusta", ma saper modificare le proprie idee in base alle nuove osservazioni,
o sottoporle al vaglio di un nuovo esperimento. E' anche importante sapersi
interrogare ed elaborare le domande senza avidità verso risposte immediate.
Il viaggio ha fatto nascere molte domande, ma ha anche avuto un suo itinerario
concettuale che è andato via via chiarendosi. Gli insegnanti, in particolare,
hanno fruito di strumenti e di elementi di metodo che consentono loro di progettare
e svolgere con le classi i propri viaggi, potendo sempre contare sui consigli
di qualche viaggiatore più esperto.
Un tubo di plexiglas, lungo un paio di metri, viene riempito d'acqua e poi capovolto in una bacinella piena d'acqua: perché l'acqua del tubo non scende? (Manerba, III) |
Una bottiglia è stata riscaldata e poi messa a testa in giù sopra un piatto con dentro un po' d'acqua: lentamente l'acqua sale nella bottiglia. Perché? (Manerba, III) |
Con cannucce, cartoncino, nastro adesivo e uno spillo abbiamo costruito il gioco "soffia e resta su". Ma perché, se soffio, resta su? (S.Felice, III) |
Ma come fa l'aria a spingere da tutte le parti? Abbiamo provato a farcene un'idea danzando, a ritmo di tamburo, come tante... molecole. (S.Felice, III) |
CIELO E ORIENTAMENTO
Questo secondo tema
è in qualche modo complementare al primo dal punto di vista del rapporto
dell'individuo con l'ambiente e "il mondo".
In un certo senso il cielo è
un laboratorio naturale:l'alternarsi del giorno e della notte, l'alternarsi
delle stagioni, le fasi lunari, sono, per esempio, fenomeni che fanno
naturalmente parte della nostra vita, sui quali possiamo anche interrogarci,
compiere delle osservazioni e cercare delle spiegazioni o, come anche si dice,
elaborare dei modelli.
I pochi incontri dedicati a questo
tema (che però, per quanto riguarda le classi, hanno coinvolto
oltre alle III anche la II e la V di Manerba e la IV e la V di S. Felice) hanno
avuto proprio questo senso: esplorare la possibilità di vivere il cielo
come un laboratorio naturale.
Poiché i tempi dei fenomeni
celesti sono solitamente lunghi e non dipendono da noi è importante e
necessario fare osservazioni in varie ore del giorno e in vari giorni e mesi
dell'anno. Le osservazioni fatte a scuola possono pertanto utilmente integrarsi
con quelle fatte a casa. Nei nostri incontri abbiamo utilizzato anche un planetario
gonfiabile, dove possiamo far durare solo qualche minuto l'intero giorno o l'intera
notte o vedere il tragitto del sole in un giorno d'inverno e subito dopo vederlo
in un giorno d'estate.
Quanto alle spiegazioni e ai modelli
abbiamo utilizzato, oltre alle parole e ai disegni, anche i nostri corpi. Rappresentando
la terra con la nostra propria testa e il sole con una lampadina accesa, abbiamo,
per esempio, realizzato un modello che spiega l'alternarsi del giorno e della
notte.
L'osservazione del percorso del sole
permette di individuare anche i 4 punti cardinali che sono la base dell'orientamento.
Di notte, per orientarci, possiamo invece utilizzare la stella polare e nel
planetario,
fra le altre cose, abbiamo imparato a trovarla.
PROGETTO
VALTENESI ARTE E SCIENZA
Anno scolastico 1999/ 2000
In questo secondo anno di
attività il Laboratorio ha avuto significativi sviluppi, specie sul piano del
metodo e dell'organizzazione, pur mantenendo la caratteristica di un "fare scienza"
giocoso e coinvolgente (per gli insegnanti come per gli allievi) e variamente
associato ad attività espressive (implicanti il linguaggio del corpo, i disegni
ed il linguaggio poetico).
Al corso di aggiornamento iniziale (settembre 1999), condotto dal prof. Gambardella
e dedicato a "la problematizzazione e l'ascolto nell'insegnamento-apprendimento
delle scienze", ha fatto seguito una attività con le classi condotta in proprio
da numerosi insegnanti durante l'intero anno scolastico. Questa attività è stata
progettata in accordo con le indicazioni di metodo e di contenuti del corso
di aggiornamento e si è avvalsa di numerosi momenti di verifica in incontri
programmati con gli altri insegnanti e con i conduttori del Laboratorio.
Questi ultimi hanno anche svolto (a partire da marzo) incontri-laboratorio con
le classi su richiesta degli insegnanti e con modalità e contenuti concordati
con gli insegnanti stessi.
Sviluppando il lavoro fatto durante il primo anno, i contenuti specifici del
Laboratorio sono stati principalmente aria e acqua, suoni, luce e cielo, mentre
il materiale didattico prodotto si è arricchito anche di strumenti di misura
e modelli di rappresentazione. Inoltre tutti i plessi del Circolo (ovvero Manerba,
Moniga, Polpenazze, Puegnago, S.Felice e Soiano) sono stati coinvolti nelle
attività del Laboratorio.
TEMPO E SPAZIO NEL CIELO
Anche quest'anno abbiamo
esplorato il cielo, per conoscerlo e per conoscerci, come sempre hanno fatto
gli esseri umani su questo nostro pianeta. Ci siamo rivolti in particolare al
sole, che ci dà luce e calore e ci tiene in vita, e regola (o forse crea?) il
tempo attraverso l'alternarsi del giorno e della notte e l'alternarsi delle
stagioni. Osservando il movimento del sole nel cielo siamo in grado di trovare
ogni giorno i tempi dell'alba, del tramonto e di "mezzogiorno". E se confrontiamo
i movimenti del sole nei vari giorni dell'anno siamo in grado di costruire un
calendario, perché questi movimenti sono ogni giorno diversi, ma si ripetono
puntualmente ogni anno. Così esiste un giorno in cui l'arco del sole nel cielo
è più corto di tutto l'anno (ed è chiamato solstizio d'inverno); un giorno in
cui l'arco è il più grande dell'anno (ed è chiamato solstizio d'estate); e poi
esistono due giorni (chiamati gli equinozi d'autunno e di primavera) in cui
l'arco del sole è intermedio, ed in questi giorni il sole sorge e tramonta esattamente
nei punti cardinali EST ed OVEST.
Abbiamo osservato e misurato movimenti e posizioni del sole servendoci del disegno
e di strumenti di misura da noi stessi costruiti (quadranti e balestre). In
particolare abbiamo disegnato (ed in questo caso si tratta davvero di un lavoro
collettivo) gli "orizzonti locali " su cui poi segnare le posizioni del sole
in varie ore del giorno e in vari giorni dell'anno.
Ci siamo ispirati per questo lavoro al libro "Con il cielo negli occhi", scritto
parecchi anni fa da un maestro, Franco Lorenzoni, che abbiamo scoperto praticava
(e pratica) un modo di fare scienza (e scuola) molto vicino al nostro. Anche
quest'anno abbiamo esteso le nostre osservazioni del cielo alla luna e alle
stelle. Dopo aver osservato le stelle a casa, gli alunni hanno potuto "osservarle"
(virtualmente, si direbbe oggi) anche a scuola, grazie alle esperienze (anch'esse
emozionanti) fatte con un planetario mobile.
ARIA, ACQUA, ONDE, SUONI
Il "viaggio nell'aria e
nell'acqua" iniziato lo scorso anno è proseguito e ha trovato nuovi contenuti
oltre che nuovi protagonisti (fra gli insegnanti e gli alunni). Nella relazione
con questi due elementi (l'aria e l'acqua) lo spirito (o il metodo) è stato
ancora quello di praticare la modalità scientifica accanto alla modalità artistica
ed espressiva. È così che il tentativo di spiegarci "come è fatto e come funziona
il mondo" può essere vissuto in armonia e complementarietà con il "sentirci
parte del mondo". In questa luce è stata preziosa la collaborazione fra insegnanti
di aree disciplinari diverse (così come è avvenuto per il "viaggio nel cielo").
L'attività sul mondo dei
suoni è iniziata come un naturale sviluppo del lavoro sull'aria, a partire dalla
curiosità, emersa in una classe, sulla relazione fra aria e suoni (e dallo stupore
che sulla luna non ci siano suoni). I suoni si trasmettono come onde. Onde sono
anche quelle dell'acqua (mare, lago, fiume, canale) e quelle della luce. Cosa
hanno in comune tutte queste onde? E come possiamo rappresentare un'onda? Il
suono è anche energia. Se facciamo vibrare un oggetto (o l'aria dentro un oggetto)
possiamo sentire il suo suono (possiamo dire anche la sua voce). Suono è dunque
vibrazione. Ma anche risonanza. È iniziato un lavoro di ascolto e produzione
di suoni. Con degli strumenti percussivi (anche la voce e le mani possono esserlo)
possiamo produrre un insieme armonico di suoni, in modo libero o in modo ritmato.
IL LINGUAGGIO SCIENTIFICO E GLI ALTRI LINGUAGGI
Il fatto che il nostro Laboratorio
sia di "attività scientifica ed espressiva" necessariamente implica la compresenza
di più linguaggi. Abbiamo di fatto usato più linguaggi sia nel "viaggio nell'aria
e nell'acqua", che in quello "nel cielo". Mentre gli alunni vengono semplicemente
incoraggiati (dagli insegnanti) ad utilizzare più linguaggi (per esempio le
parole in forma di pensiero logico oppure in forma poetica), gli insegnanti
si trovano invece impegnati anche in un lavoro di riflessione e di consapevolezza.
Una prima importante distinzione è quella tra il linguaggio verbale del vivere
quotidiano e il linguaggio verbale scientifico. La differenza emerge già quando
confrontiamo le libere associazioni di parole o frasi, per esempio sull'argomento
aria, con le parole e frasi che usiamo per descrivere un esperimento sull'aria
o per descrivere le proprietà (dell'aria) che ne deduciamo: il linguaggio della
vita quotidiana ci appare più ricco e pieno di ambiguità rispetto a quello "scientifico"
che invece risulta povero e tendenzialmente non ambiguo.
Questa differenza merita di essere analizzata per comprendere a che cosa è funzionale.
Un discorso analogo può
essere fatto rispetto al linguaggio grafico e dei disegni, confrontando ciò
che una persona produce quando "liberamente crea" e quando opera con una finalità
scientifica. E ancora il confronto si può fare rispetto ad altri linguaggi,
come per esempio quello del corpo in movimento.
Ma l'indagine sui linguaggi può essere fatta anche da un altro punto di vista,
riconoscendo cioè che ogni dimensione conoscitiva (quella scientifica come quella
artistica per esempio) può avvalersi di più linguaggi, e che ogni persona (ogni
alunno) può avere in questo senso un linguaggio privilegiato.
In diverse scuole gli alunni hanno costruito "orizzonti locali". Questo è di Soiano dove una sua versione "a parete" è stata arricchita con gli archi del sole in alcune giornate dell'anno. Alcuni insegnanti hanno costruito (e utilizzato insieme agli alunni) strumenti per misurare l'altezza del sole nel cielo. Qui siamo a Moniga, all'aperto in una giornata invernale. La Terra è sempre per metà al sole e per metà al buio. Ecco come una alunna della classe terza di Polpenazze ha disegnato l'esperimento (di simulazione) del sole che illumina la terra e dell'alternarsi del giorno e della notte. In modo simile (cioè una lampadina e delle palline) si possono rappresentare la fasi della luna. La classe quarta di S.Felice prova in palestra l'uso delle "balestre astronomiche" per misurare la distanza angolare fra due corpi (celesti o "terrestri") nello spazio intorno a noi. Con una "maniglia a ventose" un alunno di seconda di Puegnago riesce a sollevare il proprio banco. Cosa è che tiene così "appiccicata" al banco la gomma delle ventose?. Ogni alunno della classe quinta di Manerba ha costruito un proprio strumento sonoro in un lavoro dedicato all'ascolto e alla produzione dei suoni. Per costruire insieme dei ritmi sono state usate anche le mani e la voce. Una poesia (con disegno) di una alunna della classe terza di Polpenazze nell'ambito delle "attività linguistiche ed espressive" dedicate all'aria. Gli insegnanti in palestra provano a simulare un'"onda" con un movimento ritmato delle braccia che ognuno avvia con un ritardo fisso rispetto al vicino. Un'onda trasmette energia senza che vi sia trasporto di materia. Allegato al n. 23/2000 del periodico "Il Sagittario" edito dal Centro Studi e Ricerche Serafino Zani.
Riferimenti :