Davanti ad un ben munito sistema
difensivo l’attaccante poteva scegliere diverse tattiche: bloccare gli assedianti
ed attendere la loro resa, passare sopra le loro mura scavalcandole con un assalto
diretto, passare attraverso varchi aperti con le proprie macchine da guerra,
poteva, infine sottopassarle scavando gallerie, più propriamente mine.
Spesso l’assedio era condotto combinando
i vari metodi. Il metodo più diretto, ma anche più sanguinoso,
era quello di dare la scalata alle mura utilizzando scale e torri mobili ossidionali,
occupare tratti di mura e da qui tentare l’apertura delle porte della fortezza
per consentire l’ingresso dei soldati restati all’esterno.
I difensori potevano validamente
opporsi alzando l’altezza delle mura e scaricando dall’alto qualsiasi oggetto
pesante, creare ampi fossati spesso riempiti di acqua, disseminare il terreno
esterno alle mura di buche celate da rami e zolle di terra per renderle invisibili
e intrappolare, se non addirittura far ribaltare, le torri in legno degli assedianti,
utilizzare infine proiettili incendiari per appiccare il fuoco alle macchine
nemiche.
Le tecniche di assedio e di difesa rimasero sostanzialmente invariate nei secoli
sino all’avvento delle armi da fuoco. In altre parole si assediava e ci si difendeva
in egual maniera dai tempi più antichi, prima dell’avvento dell’impero
romano, fino all’alba del mondo moderno.
Per aprire
varchi nelle mura gli assedianti utilizzavano arieti protetti da una tettoia
corazzata (vinea) montata su ruote che veniva spinta fin contro le muraglie
da demolire.
Il più efficace sistema di demolizione delle difese era però l’impiego
della mina, lo scavo cioé di una galleria sin sotto le fortificazioni
con la creazione di vaste cavità rinforzate da robusti pali che una volta
incendiati provocavano il crollo delle strutture sovrastanti.
A questa tecnica ci si poteva opporre edificando torri e mura estremamente massicce
oppure realizzando scavi di contromina per cercare di intercettare gli attaccanti
e ingaggiare terrificanti corpo a corpo nell’oscuro delle viscere della terra.
Questi attacchi diretti
erano supportati dall’impiego di macchine da lancio, mangani o baliste
, cui si aggiunse in epoca medievale il trabocco, che scagliavano
ogni tipo di proiettile, dai più tradizionali (pietre, dardi ecc.) ai
più fantasiosi, (escrementi, carogne, prigionieri).