Le lotte interne al Comune non coinvolsero
in modo significativo la rocca bresciana che fu invece danneggiata durante l’assedio
di Federico Barbarossa.
Fra il 1174 e il 1187 fu ampliata
la cerchia muraria che, come quella romana, incluse al suo interno il colle
Cidneo. Un ulteriore e consistente allargamento, che portò la città
alla forma mantenuta fino all’Ottocento, fu realizzato fra il 1237 e il 1254.
I documenti che descrivono questo “piano regolatore” attestano come sul colle
Cidneo si trovassero consistenti resti di mura romane e tardo antiche oltre
che numerossimi edifici religiosi. Nell’area si svolgevano inoltre mercati e
fiere periodiche.
Con la stabilizzazione del dominio
visconteo furono iniziati consistenti lavori di ristrutturazione delle difese
cittadine. I signori milanesi realizzarono, a partire dal 1337, la Cittadella
Nova, cinta fortificata interna alla città che dal castello si protendeva
verso sud proteggendo Broletto e Duomo, centri del potere politico e religioso. La più importante vestigia
conservatasi è il Mastio, residenza del capitano della guarnigione,
decorata un tempo da affreschi policromi a fasce geometriche-floreali inframezzate
dallo stemma visconteo.
Le notizie storiche sul castello dopo l’anno Mille si fanno più numerose
anche se poco ci illuminano sulle caratteristiche delle fortificazioni del colle.
Un importante
documento attesta come il vescovo Olderico nel 1038 concedesse ai cittadini
bresciani diritti sul Cidneo impegnandosi a non farvi costruire alcun edificio.
Nel 1343 Giovanni e Luchino Visconti iniziarono consistenti lavori di ristrutturazione
delle fortificazioni sul colle.
Completamente scomparso il pra’ della bissa, sorta di enorme rivellino,
che occupava l’odierno piazzale della “Locomotiva”.
Nella foto: la Torre Mirabella
e il Mastio visconteo