Durante il periodo napoleonico furono
condotti semplici lavori di adeguamento fortificatorio mentre numerosi fabbricati
furono ridotti a reclusori come il Mastio e la Torre adiacente detta appunto
dei Prigionieri.
La susseguente dominazione austriaca
accentuò le caratteristiche repressive della fortezza migliorando gli
accessi da nord, attraverso la Porta del Soccorso, e ampliando i dormitori per
ufficiali e truppa. Questi lavori furono intrapresi dopo il temporaneo abbandono
della città per le vicende legate alle insurrezioni del 1848. Occupato dalle truppe alleate franco
- piemontesi nel 1859 il Castello conservò il ruolo di semplice carcere
militare fina alla sua dismissione e riduzione a funzioni civili all’inizio
del Novecento.
L’Amministrazione Comunale avviò
l’acquisizione del colle e la sua sistemazione con la realizzazione di una strada
che dall’attuale piazzale Cesare Battisti sale sino all’ingresso del Castello
e da cui ridiscende sino all’attuale Piazza Arnaldo.
La nostra fortezza alla fine del XVIII secolo era ormai in piena decadenza ed
era descritta come molto difettosa, e senza consistente difesa. La
disgregazione dei domini della Repubblica veneta fece sì che nel 1796
Napoleone conquistasse con facilità i territori bresciani e con questi
anche il Castello.
Il Castello che si trovava in generale deperimento e su cui palesavano a
chiare note gli insulti del tempo, fu prontamente riattato. L’efficacia
della macchina bellica fu tristemente sperimentata dai bresciani nel 1849 quando
da essa mossero gli attacchi degli austriaci contro i rivoltosi risorgimentali.
Contemporaneamente furono avviati i lavori di sistemazione a parco dei declivi
del colle sino ad allora tenuti sgombri da qualsiasi tipo di vegetazione.
Nella foto: Luigi Basiletti.
Particolare del quadro "Paesaggio nelle vicinanze di Brescia" (1822)