La generale riorganizzazione del
colle e il suo inserimento nel perimetro murario cittadino è tradizionalmente
attribuita all’età augustea - tiberiana (fine I sec. a. C.).
Recenti indagini archeologiche hanno
individuato in un potente muro l’unica struttura residua della fortificazione
sommitale che doveva comprendere anche il complesso templare edificato nella
seconda metà del I secolo d. C., coevo quindi alla ricostruzione del
Capitolium e del foro di età flavia.
Di questo tempio monumentale, le
cui dimensioni corrispondevano quasi esattamente a quelle del Mastio visconteo
si conservano i giganteschi muri di sostegno e la scalinata frontale poggiante
su ampie cisterne. Ulteriori ritrovamenti di età tardo antica (V - VI
sec.) testimoniano la probabile presenza di una guarnigione stabile. Nel basso medioevo, probabilmente
tra XI e XII secolo, la connotazione sacrale dell’arce fu ulteriormente esaltata
dalla costruzione di una grande chiesa. Il nuovo edificio, che si doveva percepire
dal basso come una presenza monumentale e fortemente simbolica era costituito
da un corpo allungato monoabsidato, fiancheggiato a settentrione da un massiccio
campanile quadrato e preceduto a ovest da due potenti torri scalari cilindriche
poste agli angoli della facciata.
Una di esse, nota oggi come Mirabella,
è l’unica parte della chiesa sopravvissuta alle demolizioni operate nel
XIV e nel XIX secolo.
Il colle Cidneo, frequentato almeno dall’età del Bronzo Finale (IX sec.
a. C.), ebbe una sua prima sistemazionein epoca gallica con la costruzione di
un tempio dedicato al dio celtico Bergimus.
La continuità delle funzioni cultuali dell’arce è infine testimoniata
da un piccolo edificio ad aula unica nel quale è sicuramente identificabile
il martyrium paleocristiano intitolato a Santo Stefano.
Nella foto: I resti della scalinata
d'accesso al Tempio romano