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Primo Periodo Veneziano





Dopo la dedizione di Brescia alla Serenissima Repubblica avvenuta nel 1426, la nuova dominante iniziò importanti lavori di risistemazione delle fortificazioni cittadine, gravemente danneggiate nel corso della guerra con i milanesi.

Il successivo tentativo di riconquista della città da parte dei milanesi fu respinto nel 1438 sugli spalti del Roverotto, lungo quel fronte orientale delle mura che era particolarmente esposto ad attacchi in quanto ben visibile e controllabile dai Ronchi e dalle pendici della Maddalena.

Nel 1466 la Repubblica veneta decise la risistemazione dell’intera cerchia difensiva esterna: le mura furono abbassate, terrapienate e circondate da ampi fossati.

Verso fine del Quattrocento furono eseguite consistenti opere di rafforzamento del Castello, il cui impianto non fu però sostanzialmente modificato se non per quello che riguarda il rifacimento di alcune torri, in particolare la Coltrina e quella poi detta dei Francesi, entrambe probabilmente opera dell’architetto militare Jacopo Coltrino la cui presenza a Brescia è attesta intorno al 1499.
In qesta occasione le tradizionali torri a pianta quadrata furono sostituite da torrioni a pianta circolare.

A questi importanti lavori di ristrutturazione é sopravvissuta una torre del perimetro settentrionale posta a fianco di quella detta dei Francesi.

Anche il possente torrione detto dei Prigionieri, posto a protezione del ponte levatoio, è probabilmente da attribuirsi alla ristrutturazione quattrocentesca.
Questa modificò l’assetto della struttura di accesso al castello, prima protetta da una torre quadrata merlata posta davanti al Mastio visconteo e conservatasi sino al XIX secolo.

Nella foto: La Torre dei Prigionieri con il ponte levatoio

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