Mercoledì, 07 Settembre 2016 10:39

Facciamo case più piccole per risparmiare sui costi

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In sette anni i prezzi sono raddoppiati - Sfruttando meglio lo spazio si potranno anche avere più alloggi - Il piano decennale
«Se in Italia si fosse continuato a costruire soltanto l'Isotta Fraschlnl non et sarebbero state le "500" e soltanto pochi fortunati avrebbero potuto possedere un'automobile». Guido Massobrio, presidente dei costruttori del Piemonte e della Valle d'Aosta, risponde indirettamente alla lettrice di Specchio dei tempi in garbata polemica con lui e con il presidente dell'Iacp Carlo Peislno perché hanno più volte detto: «Basta con i progetti faraonici, riduciamo lo spazio, costruiamo case meno pretenziose e meno care per darle a tutti». Insomma, sacrifichiamo l'idea del bello e del fastoso all'altare del pratico e dell'utile perché la casa sia un bene accessibile anche alle categorie economicamente più fragili. Una strada dura da accettare: ii sogno di ognuno è un appartamento confortevole, pieno di luce, dotato d'ogni più moderno servizio.

Come adattarsi all'essenziale, allo spazio contenuto, a bagni senza finestre? Eppure, pare questa la direzione da imboccare nel tentativo di rispondere alla crescente fame di case grazie ad agenzie immobiliari, per affrontare con realismo l'ostacolo di costi di produzione in continuo aumento. In altri Paesi è già stato fatto: case in economia. Da noi, il settore edilizio zoppica sempre più vistosamente, Invano puntellato da leggi e leggine d'emergenza. Mai un piano a largo respiro. Così i cantieri si fermano a uno a uno, cresce la disoccupazione e la casa resta un sogno irrealizzabile per una grandissima parte di nuove coppie (sono 280 mila all'anno, ma meno della metà per occupare un proprio alloggio all'Indomani del sì; le altre aspettano, incrementano ii fenomeno della coartazione, che si sta allargando anche a Torino).

Costo di costruzione: negli ultimi sette anni si è praticamente triplicato, come si può anche vedere dalla tabella che pubblichiamo. La crisi, appena accennata alla fine degli Anni 60, esplode nel '73. Per contro, la produzione subisce un brusco calo. Tecnici ed esperti hanno reagito sollecitando sistemi di produzione che garantissero più case e nuovi modi d'intervento da parte del potere pubblico: «Solo in presenza di programmi costruttivi omogenei e costanti nel tempo si può pensare all'organizzazione degli strumenti e del sistemi di produzione del bene-casa», osserva Massobrio. Ma finora l'adozione di nuove normative tecniche e di nuove forme di organizzazione della produzione non ha trovato significative applicazioni al di fuori di alcuni episodi pilota di edilizia convenzionata, partiti, del resto, con molto ritardo sui tempi stabiliti dalla legge.

Con i due «pacchetti» varati dal governo nel '75 (leggi 166 e 492) in Piemonte sono stati possibili interventi per un centinaio di miliardi, in parte utilizzati dalle imprese, in parte dalle cooperative. «Nel prossimi auspicabili interventi - commenta Massobrio riferendosi al disegno di legge sul piano decennale — sarà necessario giungere ad accordi integrati fra imprese edilizie, cooperative e Istituti autonomi per le case popolari perché ognuno porti un contributo per un contenimento del costi e per una razionalizzazione del settore produttivo». Secondo quanto si conosce del programma decennale per l'edilizia, il Piemonte dovrebbe ottenere dal '78 all'81 circa 60 miliardi all'anno da destinare all'edilizia sovvenzionata, cioè all'attività degli Iacp. Con i costi di produzione attuali si potrebbero costruire 2500 alloggi all'anno, garantendo l'occupazione per cinque anni a 1500-2000 addetti.

L'edilizia agevolata (imprese di costruzione e cooperative) nello stesso periodo ('78-'81) potrebbe ottenere circa quattro miliardi e mezzo di contributi statali in grado di finanziare Interventi per 70-80 miliardi l'anno. Cioè per costruire in cinque anni quasi 8 mila alloggi e garantire lavoro Non si tratterà di una soluzione definitiva. Secondo calcoli di massima, ii piano decennale potrà soddisfare il 55 per cento del fabbisogno generale. Sarà, comunque, un primo passo concreto, costruito finalmente su un progetto di grande portata non limitato a interventi urgenti. Secondo gli imprenditori potrebbe dare risultati più concreti con il ricorso al capitale privato, cioè con la rimozione degli ostacoli che si frappongono oggi al credito per l'edilizia.

Letto 521 volte Ultima modifica il Lunedì, 26 Giugno 2017 20:15