Martedì, 03 Novembre 2015 11:37

Lavorazioni meccaniche aeronautiche: sviluppi e tecnologie

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Le parti meccaniche che riguardano le lavorazioni meccaniche aeronautiche, possono essere imbarcate su velivolo ad ala rotante o fissa, su missili destinati al mercato civile o alla difesa, su satelliti in base alle richieste dei prestigiosi clienti. Gli aerei equipaggiati con i sistemi elettrici, possono essere destinati ai trasporto civile, tattico e cassia, oppure possono essere aerei da addestramento.Lo stesso vale per gli elicotteri, che possono essere legati ai prestigiosi programmi spaziali. I materiali speciali per le lavorazioni meccaniche aeronautiche che vengono utilizzati sono Titanio, Inconel, XD15, Cronidur, 15.5-PH, Avional e avvengono in locali termicamente controllati, supportate da sofisticati software CAD/CAM. Nei laboratori vengono svolte le analisi metallurghiche, ovvero i controlli distruttivi e non distruttivi. In ambito aeropsaziale ed aeronautico si realizzano anche camponenti di classe 1/A come stabilizzatori, attuatori, dispositivi di atterraggio, chiocciole a ricircolo di sfere, anelli per cuscinetti di turbine e rotatori assiali. Nel campo industriale, vengono prodotti particolari di estrema qualità per macchine utensili ed a taglio laser.

Gli sviluppi dell’aeronautica

Un motore aeronautico è un motore che viene progettato per essere impiegato come produttore dell'energia necessaria a muovere un aeromobile.
La primissima evoluzione dei motori aeronautici, seguì l’evoluzione tecnica dei motori a pistoni che erano impiegati nel settore automobilistico. Ovviamente esistevano delle differenze che stavano nelle elevate dimensioni sipetto a questi ultimi, soprattutto quando si trattava di dover erogare la potenza utile a far sollevare il velivolo da terra, tenendolo in via. I primi motori utilizzati in questo settore avevano il vantaggio della modularità del progetto, vale a dire, le principali componenti meccaniche erano intercambiabili, in questo modo era possibile ridurre sia i tempi di realizzazione che quelli di progettazione. Lo sviluppo tecnico di tutto il settore si fece sempre più importante a partire dai modelli Mercedes D.III o BMW IV utilizzati su velivoli della prima guerra mondiale. Da qui fu sempre più diversificata la differenza tra motori radiali e motori in linea. I motori radiali, all’aumento di potenza aumentavano anche le dimensioni frontali, questo però a scapito dell’aerodinamicità di tutto il velivolo, mentre i motori in linea, riuscivano a contenere l’ingombro aumentando anche l’efficienza, per mezzo del raffreddamento liquido.

La Seconda Guerra mondiale fu un momento particolare per il settore, tant’è che in Europa, le aziende producevano motori di entrambe le tipologie, mentre negli Stati Uniti, si produceva il motore radiale, perchè veniva considerato più affidabile, soprattutto nel caso in cui si veniva colpiti dal fuoco nemico. Dello stesso parere anche l’aviazione giapponese, questo perchè qualora un colpo avesse messo fuori uso uno dei cilindri, il motore non avrebbe smesso del tutto di funzionare permettendo una possibile manovra di emergenza da parte del pilota. Sempre in questo periodo vennero introdotti i motori radiali a doppia stella e vennero anche introdotte architetture più complesse a a V, a W e ad H, ottenute accoppiando due o più motori in linea. Nella seconda parte del periodo, iniziarono a dotare i modelli aeronautici di compressori, in grado di aumentare la pressione di alimentazione e di mantenerla costante al variare della quota in grado di mantenere la velocità dell’elica. Durante la seconda guerra mondiale le prestazioni vennero migliorate aggiungendo i compressori a più stadi, impianti di raffreddamento a liquido pressurizzati, turbocompresori, sistemi di iniezione. Si arrivò così ai motori a getto con compressore trascinato da un motore a pistoni.

Letto 983 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Novembre 2015 12:27