Lunedì, 10 Agosto 2015 00:00

Cosa sono gli elettromedicali?

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Parliamo di apparecchiature detraibili, che vengono definiti, secondo la Norma CEI 62.5 3° ed. (§ 3.63),  “apparecchi elettrici dotati di una PARTE APPLICATA che trasferisce energia verso il o dal PAZIENTE, o rileva tale trasferimento di energia verso il o dal PAZIENTE e che sono:

  1. a) dotati al massimo di una connessione ad una particolare ALIMENTAZIONE DI RETE;
  2. b) previsti dai loro FABBRICANTI per essere impiegati in:

– diagnosi, trattamento o monitoraggio dei PAZIENTI – per compensare, lenire una malattia, le lesioni o menomazioni”. E' possibile utilizzare alcuni apparecchi elettromedicali mediante batterie. In questo caso sono oltremodo comodi per tutti i pazienti che hanno la necessità di dover fare lunghi spostamenti in tutta sicurezza. Si può parlare sia di apparecchi elettromedicali, che di sistema elettromedicale per indicare un insieme di apparecchi elettromedicali combinati tra loro, definibile sempre dalla Norma CEI 62.5 3° ed. (§ 3.64) così:“Combinazione, specificata dal FABBRICANTE, di più apparecchi, almeno uno dei quali deve essere un APPARECCHIO ELETTROMEDICALE, e interconnessi mediante una CONNESSIONE FUNZIONALE o mediante una PRESA MULTIPLA”. Questi ultimi sono utilizzati all'interno di Studi Dentistici e Odontoiatrici e sono: – Ablatori – Elettrobisturi – Turbine – Compressori e aspiratori Gli apparecchi propri della chirurgia, che vengono utilizzati anche in ambito veterinario sono: defibrillatore, elettrocardiografo, elettrobisturi, apparecchi a ultrasuoni, stimolatori neuromuscolari, aspiratori, apparecchi per aerosol. 

Come si possono identificare?

Da diverso tempo è attivo in Italia, il CIVAB “Centro di Informazione e Valutazione Apparecchiature Biomediche” come parte integrante dell’Osservatorio dei Prezzi e delle Tecnologie (OPT) – Banca Dati delle Tecnologie Biomediche (BDTB). La codifica CIVAB, composta da un codice alfanumerico di 8 caratteri, permette di poter identificare le tecnologie biomediche e di tutti i produttori e modelli. La codifica viene sempre utilizzata, in merito del S.S.N., per le procedure di acquisto e di gestione dei dispositivi medici e per tutte le attività di osservatorio prezzi (circuito nazionale dell’osservatorio prezzi di OPT – e osservatori regionali). La codifica CIVAB e quindi il relativo nomenclatore possono costituire il riferimento nella Classificazione Nazionale dei Dispositivi Medici – CND, approvata con D.M. del 22 settembre 2005, per la categoria Z “Apparecchiature Sanitarie”. Con cadenza periodica , il CIVAB rilascia una versione aggiornata dell’Annuario (attualmente presente con data di Dicembre 2008) scaricabile e/o consultabile on-line. Gli apparecchi elettromedicali sono sempre più utilizzati in medicina, perchè fornisco un validissimo auto alla competenza terapeutica del dottore. Anche noi, nelle nostre case, possiamo essere in grado di utilizzare con la massima semplicità, questi apparecchi, o almeno alcuni, senza riscontrare alcun genere di problema. Possiamo definire elettromedicali, apparecchiature quali:

  • elettrostimolatori
  • aerosol
  • inalatori termali
  • tens
  • inoforesi
  • sfigmomanometri
  • apparecchi per magnetoterapia
  • apparecchiature ad ultrasuoni

Elettromedicali per uso domestico

La norma collaterale IEC 60601-1-11 è lo standard internazionale che stabilisce le prescrizioni generali per la sicurezza di base e le prestazioni essenziali per apparecchi e sistemi elettromedicali ad uso domestico. I più diffusi nelle nostre case sono i termometri digitali, che sostituiscono quelli al mercurio che hanno come caratteristica quella di ridurre l'impatto ambientale, favorendo la maggior rapidità di misurazione e l'apparecchio aerosol, molto utilizzato per i bambini, ma spesso anche per gli adulti, per la cura dei raffreddori e delle bronchiti. Molti pazienti utilizzano nelle proprie case anche la pompa di insulina, in grado di somministrare al paziente, in maniera autonoma, la quantità di insulina richiesta tramite il monitoraggio costante del livello di glucosio nel sangue.

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